Il concetto di «scarto» non esiste per lo stilista Tiziano Guardini che realizza capi ecosostenibili

Tiziano Guardini

Vincitore di numerosi premi, Tiziano Guardini, è lo stilista italiano che più di ogni altro concepisce un modo diverso di fare moda. Tutto all’insegna dell’ecosostenibilità mediante l’impiego di fibre naturali ma anche attraverso la scelta di uno stile di vita. E nel lavoro ampio spazio alla ricerca, alla sperimentazione, all’innovazione e alla sartorialità. Ogni capo interpreta il suo essere e la sintonia piena con la natura e l’ambiente. «Faccio la mia parte attraverso il mio lavoro», ci dice proprio in riferimento all’emergenza ambientale.

Da dove nasce l’idea di lavorare con fibre naturali e materiali ecosostenibili?

«In realtà io sono proprio così. Vivo una connessione quasi elfica e fiabesca con la natura. Siamo parte di questo pianeta e il mio è un approccio alla vita, perché la natura genera ed è tutto armonico. Faccio la mia parte attraverso il mio lavoro».

Oggi c’è maggiore consapevolezza dell’importanza vitale della natura e dell’ambiente però ancora non capiamo bene come fronteggiare l’emergenza ambientale…

«Nella triennale di Venezia ho visto la mostra Broken Nature. C’era un padiglione dedicato alle piante organizzato sull’impronta delle Nazioni Unite. Il messaggio era quello di imparare dalle piante a sfruttare le risorse naturali. Ad esempio, possiamo procurarci energia utilizzando il sole. Se noi ci fermiamo ad osservare la natura ne cogliamo suggerimenti positivi e che generano perché in un ambiente naturale tutto si rigenera».

Il concetto di «scarto» non esiste per lo stilista Tiziano Guardini che realizza capi ecosostenibili. Ci può spiegare meglio?

«In natura il concetto di scarto non esiste perché tutto si utilizza e tutto si rigenera. Questo è fantastico. Noi diciamo, ho sprecato energia, ho sprecato tempo. In realtà dobbiamo pensare che possiamo creare valore attraverso quello che viviamo».

Come trasforma in capi questa filosofia?

«Ad esempio nei Cappotti Quadro ho utilizzato tessuti d’archivio che magari normalmente sono considerati di poco valore. Li ho recuperati per farli rientrare nella catena del valore. Basta pensare alle persone che hanno pensato quel capo, hanno lavorato per realizzarlo e quindi c’è un valore. È una risorsa».

Lei afferma che «non c’è differenza tra noi e l’ambiente», in che senso?

«Noi dipendiamo dall’ambiente e dalla natura, siamo parte di un sistema. C’è una vera e propria connessione basti pensare che la nostra vita dipende dall’ossigeno generato dalle piante, dall’acqua, dalle risorse naturali in generale. E anche l’essere umano è connesso all’altro e il Covid ce lo ha fatto capire.

Il mondo della moda è ricco di celebrity, di successi, di luci. Come fa a rimanere con i piedi per terra?

«Ognuno di noi è prezioso in sé al di là del lavoro che svolge e della posizione che occupa nella società. Io punto tutto sulle relazioni umane con gli altri. Non subisco molto il fascino delle celebrity perché quando incontro una persona anche se famosissima mi interessa sapere come sta, se posso aiutarla. Il valore delle persone è definito dal cuore che ha».

Cos’è l’eleganza per lei?

«È la capacità di fluttuare nella vita e nel Mondo».

A cosa sta lavorando in questo periodo?

«In linea con questo momento storico mi sto chiedendo quale sia la mia funzione e il mio ruolo. Da un anno e mezzo circa creo progetti speciali e m’interfaccio con aziende e negozi. Creiamo delle capsule collection secondo una logica win-win (tutti vincono) e di sell out (esaurito, tutto venduto ndr) 100%. Facciamo di tutto per non creare un invenduto. Mi sembra un approccio più contemporaneo e dinamico almeno nel tempo presente».

Funziona?

«È una formula che funziona molto bene per adesso. Inoltre mi consente di creare e vivere un rapporto molto personale con le persone coinvolte. Questo per me è molto bello».

In un periodo storico in cui anche la Costituzione italiana negli articoli 9 e 41 è stata modificata e ha recepito il concetto di tutela dell’ambiente, il concetto di «scarto» non esiste per lo stilista Tiziano Guardini che così realizza capi ecosostenibili. E la sua filosofia è più che mai attuale.