Chi accende il camino in questo modo potrebbe andare incontro a un grosso problema e rischiare un danno economico e ambientale

camino

L’inverno è alle porte e le giornate sono sensibilmente più corte. La voglia di riunirci di fronte ad un camino a legna aumenta esponenzialmente. Ma in pochi sono veramente consapevoli dei rischi che si corrono se adottiamo abitudini sbagliate. Alcune di queste riguardano aspetti quali la conservazione e il reperimento della legna da bruciare di cui abbiamo già parlato in passato. Infatti, in molti si addentrano credendo di poter fare legna liberamente nei boschi, altri la conservano in posti sbagliati. Oggi, invece, ci occupiamo di evitare problemi nella fase dell’accensione e dell’utilizzo della legna.

Chi accende il camino in questo modo potrebbe andare incontro a un grosso problema e rischiare un danno economico e ambientale

Gli impianti domestici a legna non prevedono l’utilizzo di materiale diverso da legna da ardere. Da escludere assolutamente i legni trattati, le cassette regalo (come quelle utilizzate per consegnare i vini), la carta, le riviste e i giornali, e via dicendo. Peraltro, oltre ad essere pericolosi per la salute, questi oggetti possono aumentare sensibilmente i costi di manutenzione, causando gas inquinanti e fuliggine. Come se non bastasse, l’accumulo della fuliggine rappresenta una delle cause di incendio dei tetti, visto che anche la fuliggine della canna fumaria può prendere fuoco per autocombustione. E questo aspetto si ricollega ovviamente, quindi, anche al tema della manutenzione.

Chi accende il camino in questo modo potrebbe andare incontro a un grosso problema e rischiare un danno economico e ambientale. Occhio poi alla legna umida, o peggio, bagnata, perché potrebbe portare ad uno spreco di energia e a costi più alti. Per questo può essere decisivo portare la legna per qualche giorno in casa prima dell’utilizzo.

Un errore che viene spesso commesso nel momento dell’accensione, è quello di porre la fiamma sotto al castelletto di legno che abbiamo creato. Utilizziamo pure accendifuoco e i legnetti di dimensioni più contenute, ma ponendo l’innesco sul punto più alto. In questo modo, infatti, la fiamma potrà procedere in maniera uniforme ma più lenta, senza improvvise folate.

Brutti segnali da tenere sotto controllo e falsi luoghi comuni

Alcuni campanelli d’allarme riguardanti la qualità della fiamma sono, poi, immediatamente visibili utilizzando i nostri sensi. Un fumo denso e di immediata percezione all’uscita dalla canna fumaria, cui magari si unisce un odore intenso e fastidioso e delle ceneri molto scure, non sono un buon segno. A questo si potrebbe abbinare una fiamma di un rosso intenso, talvolta scuro. Così come l’annerimento dell’uscita del camino dovrebbe farci storcere il naso.

Al contrario, è un buon segno se la fiamma si mantiene in una varietà di colori che va dal blu al rosso chiaro, con relativa scarsa visibilità dei fumi e percezione dell’odore. Bisogna prestare particolare attenzione a questi segnali, perché potrebbero portarci conseguenze economiche e anche giuridiche. Si pensi, ad esempio, al reato di smaltimento illecito dei rifiuti previsto dal Testo Unico Ambientale e a quello di emissioni moleste (art.674 del Codice Penale).

Per concludere, potrebbe essere un falso mito che il riscaldamento a legna sia economico. Se si sbaglia il metodo, utilizzando un apparecchio e un tipo di legna non adatto, oltre a diminuire l’efficacia del sistema di riscaldamento, potremmo causare danni molti gravi alla nostra casa e all’ambiente. Per non parlare dei danni alla salute che potrebbero derivarne, per noi e per i cari che respirano i gas inquinanti.