Attenzione a come e dove si usa il telefono nella fase 2

trasporto pubblico

Perchè fare attenzione a come e dove si usa il telefono nella fase 2? La vita sta lentamente ma progressivamente ripartendo dopo il lockdown forzato. Ma questo non significa che gli stati d’animo ora siano più tranquilli di “ieri”. Spesso, come dice il detto, il fuoco cova sotto la cenere. Quindi specie chi torna a viaggiare e a spostarsi sui mezzi di pubblico trasporto, faccia bene attenzione a come si comporta. Potrebbe bastare una minima disattenzione che, in tempi diversi sarebbe stata considerata un nonnulla, a scatenare un vero e proprio finimondo.

Gli strumenti di telefonia mobile

Tra i principali poli di attenzione sicuramente gli strumenti di telefonia mobile. Inutile tentare di negare il tempo che tutti trascorriamo attaccati ad iPad, telefoni fissi o mobili. La distanza ravvicinata tra la bocca e i microfonini, in questa epoca di caccia alle streghe, non aiuta di certo. Come non è di rassicurazione nemmeno la digitazione serrata sul display dei telefoni, con mani non perfettamente pulite. E così da oggetti del desiderio, i telefonini possono finire per diventare strumenti di “reato” contro l’ordine pubblico. Per cui, attenzione a come e dove si usa il telefono nella fase 2.

L’uso dei telefonini all’interno dei mezzi di trasporto pubblico

I trasporti stanno riprendendo per cui le persone, dopo mesi di forzato distanziamento, tornano ad avvicinarsi. Se a questo si aggiungono gli spazi spesso ridotti delle carrozze e dei sedili dei treni, con l’ “aggravante” della commistione di persone sconosciute, la situazione potrebbe davvero farsi esplosiva. E così basta commettere l’imprudenza di togliersi la mascherina per rispondere al telefono, per creare delle situazioni sul filo del rasoio.

Teatro della vicenda: un treno di casa nostra dove un uomo si è reso “reo” di aver abbassato / tolto la mascherina, per parlare più speditamente al proprio telefono cellulare. Ebbene il “malcapitato” è stato letteralmente attaccato da una passeggera che gli sedeva a fianco, ma oltre il corridoio centrale. E così, in un repentino crescendo, si è passati dagli avvertimenti, agli insulti e alle minacce. Un’alzata di toni che la dice lunga sulla tensione palpabile che si respira. Ben vengano la ripresa dei trasporti e la riapertura dei confini, ma meglio ancora non abbassare la guardia. A fronte di una ridotta carica nociva del virus, la carica aggressiva tra persone è ancora alta.