Vino biologico, convenzionale o naturale, ecco come stare attenti ai solfiti che possono far male alla salute

calice di vino

Stare seduti, a tavola come in poltrona, con un bel calice di vino in mano è una delle immagini di tranquillità e rilassatezza più vivide. Un’atmosfera intima, un’enoteca raffinata, una cena romantica, quante fotografie si potrebbero fare per associare il vino a un momento di calma assoluta. Una coccola, una piacevole soddisfazione, così come un evento importante da celebrare, fosse anche da soli. Infatti, se la birra è più associata a un concetto di compagnia e svago, nel vino ritroviamo un’immagine più intima e solitaria.

Tuttavia, è lapalissiano dirlo, non tutti i vini sono uguali. Sia per quanto concerne la composizione, sia per il costo, sia anche, se vogliamo, per l’occasione. Soprattutto in un’epoca dove la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e la salute sono sempre più importanti, oggi analizzeremo il problema dei solfiti in questa bevanda.  Per farlo, dobbiamo partire da una prima definizione delle tre categorie. I vini biologici sono prodotti certificati che rispettano norme sia da parte dell’Unione Europea che da parte della legge italiana. Sono sottoposti a dei controlli in ogni fase della produzione, dalla tipologia di uva, ai terreni dei vigneti, fino alle tecniche di lavorazione. Ci sono quindi standard ben precisi da rispettare.

Quelli naturali, invece, non sono effettivamente regolamentati. Sono soprattutto i piccoli produttori a farli, magari rispondendo a tutti i requisiti del vino biologico, ma senza aderire a tutti i principi richiesti. In pratica, per chi lo produce, un vino ancora più biologico di quello biologico, che spesso risponde solo a tecniche della tradizione tipiche del territorio. I vini convenzionali, infine, sono quelli che non rientrano in nessuna di queste categorie, rispettando le regole base imposte dalle leggi.

Vino biologico, convenzionale o naturale, ecco come stare attenti ai solfiti che possono far male alla salute

Diciamo subito che anche nel vino biologico sono presenti i solfiti. Seppure in maniera minore, essi infatti servono a conservare la bevanda, in particolare il vino rosso. Non sono solo additivi, ma sono sostanze che sono già presenti nei vini, seppure in minuscole quantità. In alcuni casi sono proprio necessari alla conservazione degli stessi. Quelli considerati privi di solfiti ne hanno comunque un contenuto, anche se non può superare i 10 milligrammi per litro. I biologici, per esempio, hanno anch’essi i solfiti, ma devono rimanere, per legge, sotto una determinata soglia. 150 milligrammi per litro per bianchi e rosati, 100 per i rossi. Come spesso accade, è l’eccesso che poi diventa dannoso.

I problemi causati dai solfiti

Un eccessivo consumo di solfiti potrebbe provocare problemi quali emicrania, ipotensione, crisi di asma, vomito e nausea. Tutti questi sintomi, di solito, possono comparire entro 30 minuti dall’assunzione del vino. Per sicurezza, quindi, al momento dell’acquisto, è consigliabile leggere bene l’etichetta. Anche se, negli ultimi anni, la tendenza è quella di produrre vini con una sempre minor presenza di solfiti. Seppure non si rientri nelle categorie descritte in precedenza. Vino biologico, convenzionale o naturale, quindi, basta stare attenti, per ricercare un prodotto buono per il nostro palato, ma anche per il nostro organismo.