Il vino senza solfiti esiste davvero?

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È risaputo anche dai non amanti del vino che questo presenta una certa quantità di solfiti. Sappiamo anche che una concentrazione eccessiva di questi o un eccessivo consumo non giova al benessere del nostro organismo. Ma andiamo per gradi. I solfiti sono degli elementi usati come additivi nel settore dell’industria alimentare. Essi hanno prevalentemente lo scopo di conservare i cibi, contrastando l’ossidazione e i microbatteri.

L’uso di solfiti è sempre indicato nell’etichetta del cibo o preparato dove sono presenti. Ne viene trascritto il nome chimico e il codice che lo identifica con iniziale E maiuscola.

L’etichetta può comunque non riportare la quantità di solfiti contenuti, anche se la quantità è regolamentata dall’Unione Europea.

È stato dimostrato che la presenza di solfiti negli alimenti può provocare allergie e intolleranze in soggetti sensibili. In soggetti normali creano disturbi quali mal di testa, sonnolenza o mal di stomaco. In verità, sarebbe la presenza di anidride solforosa usata nel processo di vinificazione, che inibirebbe l’assimilazione di vitamine del gruppo B. A lungo andare quindi intossicherebbe il nostro organismo.

La maggiore presenza di solfiti si riscontra generalmente nei vini bianchi. Questi conterrebbero 200mg per ogni litro e una maggiore presenza di zuccheri, contro i 150mg a litro del vino rosso.

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Solfiti e anidride solforosa nella vinificazione

Dopo che la questione dei solfiti ha creato un polverone, molte aziende hanno cercato di ovviare al problema. Grazie alle nuove tecnologie e al progresso scientifico sono apparse nuove tecniche di vinificazione che consentono di non utilizzare l’anidride solforosa.

La questione è: il vino senza solfiti esiste davvero? La risposta non è semplice, né univoca.

Quando un vino presenta sull’etichetta la dicitura “senza solfiti aggiunti” ciò non vuol dire che l’anidride solforosa non sia presente. Infatti essa è prodotta naturalmente in minime quantità dal processo di fermentazione alcolica del vino.

Sicuramente i produttori di vini di questo tipo scelgono di non addizionare il vino di anidride per stabilizzarne colore e sapore. Il problema insorge proprio quando, al contrario, si abusa di questo elemento spesso riprodotto artificialmente.

Pertanto alla nostra domanda “il vino senza solfiti esiste davvero?” dobbiamo rispondere “NO”. Il produttore con quella dicitura dà garanzia che il suo vino non è stato addizionato di anidride solforosa.

Questa scelta coinvolge coloro su cui è prevalsa la scelta di realizzare vini naturali, distinti tra biologici e biodinamici. Secondo il regolamento europeo, per questi vini è ammessa una percentuale di solfiti molto bassa e che si genera naturalmente nel processo.

Verifichiamo le informazioni sull’etichetta

È bene sapere che: un produttore che non appartiene alla filiera del biologico o del biodinamico può scegliere di affermare la non presenza di solfiti aggiunti in etichetta. Questo non è però garanzia di genuinità. Infatti, l’anidride solforosa può essere sostituita da prodotti ancor meno salutari che non compaiono.

Se volete scegliere o provare un vino “senza solfiti aggiunti” assicuratevi che il produttore sia certificato.

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