Una carriera che si interrompe per un motivo qualsiasi, la perdita del lavoro senza completare i 20 anni di contributi utili per la pensione di vecchiaia. Oppure perdere la possibilità di completare i 42 anni e 10 mesi utili alle quiescenze anticipate. È ciò che per qualsiasi lavoratore equivale ad un incubo. Prima di abbattersi ed avvilirsi però, vanno considerate le vie alternative, perché qualcosa può essere fatto.
Versando circa 400 euro al mese si possono guadagnare tutti gli anni di contributi mancanti per la pensione
Molti hanno sentito parlare più volte di prosecuzione volontaria della contribuzione o di contributi volontari. Ma molti non sanno come fare a proseguire la carriera versando di propria tasca i contributi. Per i versamenti volontari l’INPS ha delle regole ben precise. L’aliquota da versare è il 33% della retribuzione media degli ultimi 12 mesi di lavoro. Il 33% dello stipendio medio preso nell’ultimo anno. Versando il corrispettivo di questo calcolo, ecco che si può arrivare a capire quanto un lavoratore deve versare. Un calcolo specifico, diverso da lavoratore a lavoratore perché diversa è la retribuzione percepita nell’ultimo anno di lavoro.
Un esempio di quanto bisogna spendere per i contributi volontari
Quindi, versare i contributi volontari può essere la soluzione per raggiungere la tanto agognata pensione. I soldi da versare però sono piuttosto elevati. Per esempio, un lavoratore con 15.000 euro di retribuzione media negli ultimi 12 mesi, sarà tenuto a versare 4950 euro per un anno di contribuzione. Sarebbero 412,50 euro al mese. 9.900 euro per due anni di contribuzione e così via. Per versare contributi occorre essere preventivamente autorizzati dall’INPS. Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi effettivi versato (al netto dei contributi figurativi).
Invece per i precari o per chi non ha un lavoro stabile, o ancora per chi ha una occupazione a carattere stagionale, bastano 3 anni negli ultimi 5. Ricapitolando, versando circa 400 euro al mese si possono recuperare gli anni mancanti per la pensione, a prescindere dalla misura.
Anche se le cifre possono sembrare elevate ed a volte proibitive, il calcolo sulla convenienza si fa come al solito mettendo di fronte il rapporto costo-beneficio. Chi deve versare 10.000 euro circa per due anni di contributi, potrebbe pensare ad una cifra elevata. Ma due anni di pensione in più possono essere determinanti. Basterà una pensione di 600 euro al mese, per garantire 7.800 euro annui. Una pensione che senza i versamenti volontari non verrebbe percepita. In pratica, in una quindicina di mesi quanto speso di contribuzione volontaria, verrebbe recuperato.
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