Se ricevi questa lettera non c’è tempo da perdere, ecco cosa devi fare subito

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Tra le comunicazioni più sgradite che possiamo trovare nella cassetta della posta ci sono certamente le lettere di recupero crediti. Solitamente queste missive contengono una messa in mora ovvero l’inizio di una procedura di esazione. Se ricevi questa lettera non c’è temo da perdere, ecco cosa devi fare subito per evitare un’azione legale. La costituzione di mora infatti, rappresenta l’inizio di un tentativo stragiudiziale di recupero crediti. Una modalità vantaggiosa per entrambe le parti. Sia il creditore che il debitore infatti incorrerebbero in un aggravio di costi scegliendo un recupero in sede giudiziale. Una lettera di recupero crediti è certamente una scocciatura ma non dimentichiamo che in questa fase avremo alcuni possibili vantaggi. Il creditore infatti ci sta intimando bonariamente il pagamento dimostrandoci la volontà di chiudere l’operazione senza intraprendere una causa civile. Avremo quindi modo di cercare un accordo e di trattare su tempi ed importi.

I passi da seguire

Abbiamo capito che se ricevi questa lettera non c’è tempo da perdere, ecco cosa devi fare subito, ve lo mostriamo in queste righe. Per prima cosa dovremo valutare la correttezza sia formale che sostanziale della lettera ricevuta. Una costituzione di mora deve infatti contenere necessariamente alcune informazioni ai sensi dell’articolo 1219 del codice civile. Se la lettera non contenesse i dettagli del credito insoluto come numero dell’ordine o delle fatture sarebbe formalmente non valida. Se invece il credito non fosse dovuto, perché già pagato o frutto di errori di calcolo, dovremo contestare la sostanza della richiesta. In entrambi i casi risponderemo tramite lettera raccomandata o PEC respingendo quanto richiesto. Se invece la richiesta fosse corretta nella forma e nella sostanza potremo cercare un accordo con la controparte. In tutte queste situazioni un professionista potrà esserci di grande aiuto per gestire al meglio la problematica.

Se ricevi questa lettera non c’è tempo da perdere, ecco cosa devi fare subito

In caso di mancata risposta o di mancato accordo, il creditore potrà avanzare una richiesta giudiziaria. Ricordiamo che questa è una facoltà ma non un obbligo per chi vanta un credito. A volte infatti, tempi e costi della giustizia disincentivano ulteriori azioni. Di conseguenza i crediti diventerebbero semplicemente delle perdite a bilancio. In altre situazioni invece l’azione legale potrebbe procedere dando luogo ad un decreto ingiuntivo. Fino ad arrivare ad un pignoramento con esecuzione forzata ai sensi dell’articolo 534 del c.p.c. In determinate situazioni, il creditore potrebbe scegliere di rivolgersi ad una società di recuperi finanziari. Queste società potrebbero quindi agire per conto del creditore in maniera analoga a quanto avrebbe fatto quest’ultimo. Oppure potrebbero acquistare il credito e quindi avviare un’azione a proprio nome. In questo caso, potremmo avere maggiori possibilità di ottenere uno sconto in fase stragiudiziale. Per maggiori dettagli, rimandiamo ad un nostro recente approfondimento in materia.

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