Scenari di crisi sui mercati internazionali?
Lo scenario italiano ed internazionale non ha fatto mancare potenziali focolai di crisi, in questi ultimi giorni.
Dalla questione Siri, sino ad un potenziale capovolgimento degli scenari politici venezuelani, ed al possibile coinvolgimento militare statunitense.
A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT
Ma come si presenta la situazione dopo la decisione della FED di lasciare invariati i tassi?
Sul breve termine, ricordiamo che ieri scadeva un setup di magic box sull’indice S&P 500, ed infatti i corsi sono indietreggiati.
Al momento nulla di particolarmente rilevante, e certo non in grado di intaccare la struttura di fondo.
Ma quali conseguenze potrebbero avere gli scenari geopolitici sopra richiamati?
Scenari di crisi in giro per il Mondo
Per quanto concerne il Venezuela, al momento più che colpo di Stato, bisognerebbe parlare di una situazione ancora confusa.
Ed anche di un paventato intervento militare statunitense sono evidenti solo dichiarazioni, non ancora atti concreti.
Resta quindi una situazione da monitorare, ma che non pare impattare più di tanto sui mercati, almeno sinora.
Sul fronte interno la questione Siri pare rinviata.
Pare che in effetti Conte abbia richiesto a Siri di dimettersi, ma l’ha detto chiaramente Giorgetti: Siri rimane al suo posto.
Scenari di crisi e questione italiana
Probabilmente tutta la questione Siri è in parte già conclusa, a livello politico, e continuerà il gioco delle parti, di alleati al tempo stesso alternativi e reciprocamente conflittuali.
Quanto agli aspetti giudiziari, mi viene spontanea una riflessione, che già qualche tempo fa ho espresso.
Se consideriamo la mole di norme approvate da organi come Governo e Parlamento, parliamo sicuramente di migliaia di disposizioni.
E’ mai pensabile che il politico che, come si usa dire, le ha approvate, le conosca personalmente, anzi che le abbia personalmente formulate e studiate?
Ovviamente direi proprio di no, anche perché significherebbe che basta diventare un politico, per battere il più esperto dei giuristi, che comunque non può certo conoscere tutte le norme di disparati settori.
La produzione normativa, in Italia, come nel resto del mondo, è affidata ad organi tecnici, come gli uffici legislativi di camera e senato e gli uffici legislativi governativi.
Al loro interno, tecnici specializzati nei diversi settori, predispongono i vari testi normativi.
Il ruolo del politico è quello di dare delle indicazioni sulle direttive da seguire, sugli obiettivi da conseguire, ma poi gli approfondimenti testuali e tecnici certo non vengono predisposti dal medesimo, se non in parte e se esperto della materia.
Scenari di crisi e politica
Poi, certo, vari politici sono al corrente del lavoro fatto, ma perché i tecnici predispongono anche relazioni sui dettati normativi in cui sintetizzano e spiegano, il che consente anche al politico di avere una preparazione sui testi adottati e sui provvedimenti da varare.
Pertanto, la famosa firma su disegni di legge e quant’altro mai potrà consentire una presunzione di conoscenza di tutti i singoli articoli.
E’ quindi escluso che si possa dire che di eventuali provvedimenti nei loro specifici aspetti siano necessariamente a conoscenza i politici firmatari.
Anche i parlamentari che non si avvalgono di strutture istituzionali, si servono comunque di giuristi.
Tali aspetti mi inducono a pensare che, anche per questi motivi, probabilmente anche l’inchiesta giudiziaria finirà in un nulla di fatto, dato che il nocciolo della questione riconduce a presunti interventi normativi per favorire interessi privati.
Scenari di crisi e mercati internazionali
Ma i mercati?
Con il ribasso che ha caratterizzato la fase finale dello scorso anno si erano creati pattern ribassisti ed ampi canali discendenti, che rendevano probabile una continuazione del ribasso, almeno in base ai dettami dell’analisi tecnica, salvo inversione rialzista.
Inversione che sui principali indici azionari pare intervenuta.
Il che ha già consentito talune proiezioni rialziste.
In ottica di medio/lungo, l’analisi condotta ieri sulla curva dei rendimenti induce a pensare ad una fase stagnante/recessiva proiettabile tra i 15/18 mesi.
Quanto ai mercati, potrebbero anticipare sino a 18 mesi prima, oppure non anticipare alcun movimento e ribassare, in ottica di movimento che segue il ciclo economico, in concomitanza con la prossima fase recessiva, che si colloca, come abbiamo detto, tra circa un anno e mezzo, quindi verso ottobre 2020.
Tale scenario pare confermato dalle seguenti proiezioni di medio/lungo su S&P 500, come da seguente grafico:
Mercati azionari europei e FED: come investire ora?
Wall Street: proiezioni di breve