Quali sono le mosse a cui prestare attenzione quando i comuni vendono case a 1 euro

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Ecco in sintesi quali sono le mosse a cui prestare attenzione quando i comuni vendono case a 1 euro

Le amministrazioni comunali che scendono in pista nel settore immobiliare, con progetti relativi alla vendita di case a 1 euro, crescono come funghi. Tra le ultime realtà di cui peraltro ci siamo già occupati con una prima presentazione, va annoverato un borgo dell’entroterra ligure. Si tratta di Triora, altrimenti noto come Paese o Borgo delle streghe, per cose che affondano le loro radici in accadimenti di secoli addietro.

Abbandonando ora questo piano di discorsi, passiamo invece a considerare cosa va monitorato quando un’amministrazione comunale dà notizia di un nuovo progetto di case a 1 euro. Perché è quasi superfluo dire che le procedure si fanno, nel tempo, sempre più strutturate, per ragioni organizzative e di evidenza pubblica. Quindi se i primi progetti chiedevano d’inviare due righe di e-mail ad un indirizzo di posta elettronica, ora ci sono modelli prestampati, pagine dedicate e vetrine informative. Vediamo quindi, in dettaglio, quali sono le mosse a cui prestare attenzione quando i comuni vendono case a 1 euro.

Il ruolo del Comune tra proprietari e acquirenti

È intuitivo che per far partire un progetto di case a 1 euro occorra la materia prima. Vale a dire gli immobili da mettere sul mercato. È quindi fondamentale che si attivi un circuito tra chi possiede beni a titolo di proprietà, nella zona d’interesse del progetto, e chi ha interesse all’acquisto. E qui il ruolo delle varie amministrazioni comunali è determinante. Infatti, come viene espressamente riportato in vari bandi, il Comune svolge il ruolo di portatore principale degli interessi pubblici. Perché non si dimentichi che in questi progetti, il guadagno è un po’ di tutti.

L’aspirante acquirente entra nella proprietà pagando un prezzo – regalo. Il proprietario cede dei beni per cui non ha più alcun interesse, sollevandosi ben prima della stipula dell’atto notarile degli oneri connessi alla titolarità del bene. Ma anche il Comune, alla fine dell’iter, si ritroverà una zona ripopolata e ristrutturata con nuove utenze e capacità di spesa degli abitanti. Vediamo quindi ora quali sono le mosse a cui prestare attenzione quando i comuni vendono case a 1 euro.

I primi step

Il primo fondamentale passaggio è quello che attiene alla pubblicazione di uno specifico avviso all’interno del proprio sito internet. In certi casi la pubblicizzazione del progetto “case a 1 euro” si estende ai social network, ai locali ed esercizi pubblici e commerciali. Tutto al fine di sensibilizzare i privati, proprietari d’immobili in disuso, al fine di partecipare all’iniziativa. Poi l’amministrazione del Comune interessato dal progetto, attiva un numero e delle e-mail dedicati, individuando nella migliore delle ipotesi, dei soggetti referenti. Sarà quindi a loro che bisognerà fare riferimento per consulenze, chiarimenti, informazioni che abbiano a che fare con l’iniziativa in corso. Entrando poi nel vivo della vicenda, gli step successivi saranno quelli a cui prestare particolare attenzione, se si ha interesse ad aggiudicarsi una casa.

Gli step fondamentali

Una volta che sono stati individuati gli immobili, il comune procederà con la raccolta delle manifestazioni d’interesse dei privati. Predisporrà poi le schede fabbricato, corredate da ogni informazione utile e da fotografie sullo stato dell’immobile. E’ infatti ormai sempre più frequente che i comuni, predispongano un’apposita sezione dedicata del sito istituzionale o addirittura attivino un sito separato. Per cui sarà quasi impossibile sbagliare, visto che la dizione con cui si reclamizza lo stato dell’arte è più o meno sempre la stessa. Vale a dire, “Vetrina delle case ad 1 euro” o “Progetto case a 1 euro” e simili. Sarà qui che i soggetti interessati dovranno accedere, per prendere accurata visione di schede fabbricati, stato dei luoghi, e contatti vari.

A questo segue la predisposizione e l’approvazione degli atti di assegnazione degli immobili in base alle richieste pervenute. Ciò presuppone la pubblicazione di un avviso pubblico all’Albo Pretorio on-line con approvazione delle eventuali graduatorie di assegnazione immobili.

Quanto agli elementi e criteri di valutazione in base ai quali attribuire il punteggio, si invita a prestare particolare attenzione a cosa viene scritto nel bando. Perché ogni realtà comunale fa un po’ storia a sé, anche se in linea di massima, tendono ad essere favorite le seguenti categorie di acquirenti. Vale a dire chi trasferirà nella nuova casa la residenza, chi destinerà l’immobile a casa di abitazione, piuttosto che esercizio commerciale, chi ricorrerà all’uso di ditte locali per la ristrutturazione. In tal modo i comuni intendono riattivare il cuore pulsante dei borghi con beneficio per tutti, ma attenzione al rispetto dei termini.

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