Perché la stupefacente corsa di quest’auto in Borsa nasconde un mistero

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Nella classifica dei titoli che nel 2020 hanno fatto guadagnare maggiormente gli azionisti, Tesla svetterebbe probabilmente al primo posto. Il titolo ha avuto un 2020 eccezionale, considerato anche che per quasi 6 anni i prezzi non si sono quasi mossi. Analizziamo perché la stupefacente corsa di quest’auto in Borsa nasconde un mistero.

Cosa ha suscitato l’improvviso risveglio

Tra gennaio 2014 e novembre 2019, i prezzi di Tesla (NASDAQ:TESLA), si sono mossi all’interno di uno strettissimo rettangolo. Il lato inferiore passava per area 30 dollari circa e il lato superiore, per area 77 dollari.

Esattamente a dicembre di un anno fa, i prezzi hanno realizzato il loro massimo storico a 87 dollari. A gennaio improvvisamente hanno iniziato una scalata incredibile.

Nella prima seduta di gennaio 2020, Tesla ha aperto a 84 dollari e il 18 dicembre il titolo ha chiuso a 695 dollari. Non è un errore di battitura, ha veramente chiuso a seicento e novantacinque dollari. Una performance del 725% circa. Una media di rialzo mensile del 60%.

Perché la stupefacente corsa di quest’auto in Borsa nasconde un mistero

C’è da domandarsi cosa abbia spinto il titolo a vette così elevate. Una rialzo di questi livelli per un titolo automobilistico è veramente un mistero. Certamente il fatto di considerare l’azienda (che vale circa 500 miliardi di capitalizzazione) un titolo tecnologico, ha favorito gli acquisti. Alla stregua di tutti i titoli tecnologici americani, che dopo il crollo dei prezzi di febbraio/marzo, hanno goduto di 7 mesi di raro splendore.

Eppure, per gli analisti di JP Morgan, in particolare per Ryan Brinkman, il titolo è drammaticamente sopravvalutato (parole sue). Per l’analista il valore corretto è di 90 dollari ad azione. Novanta dollari!

Il mercato ha sempre ragione

Ha ragione Brinkman o ha ragione il mercato? La domanda è retorica, perché ha sempre ragione il mercato, nel bene e nel male. Il fatto che il mercato abbia sempre ragione, non significa che nelle prossime settimane l’azione non possa crollare del 50% o più.

Brinkman lancia un avvertimento a chi volesse comprare il titolo e a chi l’avesse in portafoglio. Il resto degli analisti di Wall Street si divide equamente. Secondo Bloomberg il 36% consiglia di acquistare il titolo, il 31% di mantenerlo in portafoglio e il 33% di vendere.

Chi ha ragione? Non lo sappiamo, ma come Analisti di ProiezionidiBorsa abbiamo una convinzione, che il mercato ha sempre ragione. E poiché rimane un mistero l’apprezzamento del titolo, non resta che seguire cosa farà il mercato e agire di conseguenza.

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