In questi giorni sta passando una significativa e toccante pubblicità in tv, che ha come protagonista l’allenatore del Bologna Sinisa Mihailovic. Colpito da tumore lo scorso anno, sta lottando quotidianamente per tornare alla normalità. Ma, soprattutto, ricorda a tutti di non dimenticare di sostenere la ricerca e non pensare solo al Covid 19. A tal proposito, oggi grazie all’evoluzione della scienza medica è possibile diventare mamme anche dopo un tumore al seno. I nostri Esperti della Redazione hanno approfittato delle notizie dell’AIRC per trattare questo tema nell’articolo in lettura.
La neoplasia più frequente in Italia
Il tumore al seno è la neoplasia che più colpisce le donne italiane. Ogni anno, infatti nel nostro paese, quasi 55.000 donne scoprono di averlo. Ma anche qualche centinaio di uomini. La percentuale però è salita vertiginosamente negli ultimi anni, colpendo una donna su nove. I grandi sforzi della ricerca permettono oggi di limitare le morti, aumentando le guarigioni. E, proprio oggi grazie all’evoluzione della scienza medica è possibile diventare mamme anche dopo un tumore al seno. Vediamo come.
Dati internazionali e nazionali
Prima di snocciolare alcuni dati importanti e confortanti, in grado di dare fiducia a tante giovani coppie, vogliamo sottolineare lo splendido e infaticabile lavoro dei ricercatori e medici italiani. Stando al loro contributo diretto, nell’ultimo meeting del San Antonio Breast Cancer Symposium, maggior convegno internazionale di riferimento è emerso che:
- più di 7500 donne hanno partorito un figlio dopo diagnosi e trattamento di un tumore al seno;
- non sono state riscontrate nel feto malformazioni congenite e nemmeno complicazioni nella gestazione dei 9 mesi;
- nella maggior parte dei casi il tumore non si è più riformato dopo il parto.
Tutto questo per ricordare che ogni anno in Italia più di 3000 donne sotto i 40 anni scoprono di avere un tumore al seno.
Un sostegno non solo medico ma anche psicologico
Quindi, sostenere una gravidanza dopo un tumore al seno, seguiti dalle nostre meravigliose equipe mediche, all’avanguardia in tutto il mondo, non è più un’utopia. E, a conferma di ciò, anche tutti i percorsi psicologici messi a disposizione delle donne, prima e dopo i trattamenti di chemioterapia. Nel ringraziare tutto il personale medico e sanitario italiano che in questi mesi ci ha difesi dal Covid’19, non dimentichiamo l’abbraccio virtuale a chi continua a sostenerci e difenderci nella lotta al cancro.
Approfondimento
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