La perdita dell’olfatto e del gusto, quanto dura questo fenomeno e come riconoscerlo

gusto

La seconda ondata di coronavirus sta cominciando a infiammare gli animi, scatenando sommosse e disordini in Italia e in tutta Europa. Infatti proprio la pandemia di Covid-19 sta facendo sì che molti paesi decidano di avviare piccoli lockdown e coprifuochi nazionali o localizzati.

Per comprendere al meglio questa malattia è necessario conoscerne bene le avvisaglie e armarsi di conseguenza. Per questo parliamo di uno dei sintomi più comuni: la perdita dell’olfatto e del gusto, quanto dura questo fenomeno e come riconoscerlo.

Ageusia e anosmia ovvero la perdita dell’olfatto e del gusto

L’ageusia e l’anosmia, scientificamente, segnalano una forte diminuzione, o la scomparsa, delle percezioni olfattive e gustative. Questi due segnali sono considerati forse i sintomi più comuni che manifestano la comparsa del Covid-19.

Infatti, a differenza della più comune influenza, questo attenuarsi di olfatto e gusto non è accompagnato da un’ostruzione delle vie nasali e, quindi, dalla presenza di catarro.

I paucisintomatici affetti da SARS-Cov-2 sono in grado di respirare correttamente, senza però avvertire odori e sapori. Fortunatamente coloro che presentano questo fastidio non sono destinati a rimanere così sempre. Infatti la condizione, in generale, permane solo per circa un mese.

Quanto dura questo fenomeno

L’89% dei pazienti, infatti, riacquista i due sensi dopo appena quattro settimane. Il restante 11% non li ha invece ancora recuperati, ma non è escluso che possa farlo in un maggiore arco di tempo. Il fattore positivo è che la persistenza di questa condizione non significa necessariamente che l’infezione sia ancora in corso.

Ecco dunque spiegate la perdita dell’olfatto e del gusto, quanto dura questo fenomeno e come riconoscerlo. Consigliamo anche di consultare molti altro articoli presenti sul sito dedicati alla salute e alla situazione sanitaria in atto. Ad esempio basta cliccare qui per vedere se l’assunzione di vitamina C apporti dei benefici a coloro che hanno contratto il coronavirus.