La notificazione degli atti giudiziari cambia volto

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Dal 23 settembre la notificazione degli atti giudiziari cambia volto. Poste Italiane ha comunicato le modalità d’uso dei nuovi modelli di buste e moduli per notificare gli atti giudiziari. Il Ministero della Giustizia per una maggiore divulgazione delle novità introdotte ha fatto una comunicazione ufficiale a vari organi istituzionali. I Presidenti di Cassazione e delle Corti di Appello, i Procuratori generali presso le suddette giurisdizioni, il Consiglio nazionale forense hanno fatto propria questa comunicazione. Tutti i professionisti e dipendenti che hanno rapporti diretti oppure indiretti con queste istituzioni sanno ora come comportarsi per avviare la notificazione degli atti giudiziari.

Vediamo in cosa consiste la riforma del sistema di notificazione

Dal 2017 Poste Italiane non ha più il regime di esclusiva per il servizio di notifica degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada. L’Agcom ha regolamentato nel frattempo il servizio divenuto libero. A seguito di questo processo Poste Italiane ha rivisto i modelli utili alla notifica degli atti giudiziari.

Dall’8 maggio 2019 Poste Italiane ha messo in circolazione i nuovi modelli di buste e moduli per la notificazione degli atti a mezzo posta. Da inviare in modo esclusivo a partire dal 23 settembre 2020. Quelli che sono circolati contestualmente nel periodo transitorio di adeguamento non sono più utilizzabili. Per mandare atti giudiziari vanno usati quelli nuovi.

Cosa succede se uso i vecchi moduli

I clienti che presentano in Posta la vecchia modulistica sono costretti a rifare il tutto, compilando i nuovi moduli, per dare seguito alla spedizione. Il cliente ha la possibilità di rifiutarsi di ricompilare la nuova modulistica e chiedere l’invio della vecchia sotto la propria responsabilità. Poste Italiane in questo caso è sollevata da qualsiasi disputa successiva. I vecchi moduli non utilizzati non saranno rimborsati e neanche sostituiti. La notificazione degli atti giudiziari cambia volto a partire da oggi in modo da entrare a pieno regime secondo la Legge datata 2017.

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