Il prelievo bancomat è una di quelle operazioni che riguarda milioni di italiani. Ora, è vero che è in atto una migrazione verso le forme di pagamento elettroniche, ma è altrettanto vero che il contante non ha ancora del tutto perso smalto.
In quest’articolo ci chiediamo se il prelievo bancomat è libero o ha vincoli vari come quelli legati alla giacenza del denaro sul conto corrente. Procediamo con ordine.
L’operazione di prelievo contante
In verità l’operazione in sé è alquanto semplice ed elementare. Muniti del proprio bancomat, si inserisce la tessera nell’apposito lettore. Poi si seleziona l’operazione di prelievo, si scrive l’importo occorrente e si digitano le cifre del PIN.
A questo punto, si preleva il denaro richiesto, con la emissione di un eventuale ricevuta cartacea. Il sistema restituisce la tessera, la si estrae e siamo a posto. I dubbi spesso nascono in merito alle cifre potenzialmente digitabili: ci sono dei massimali di prelievo oppure no?
I massimali di prelievo
La domanda è in buona parte retorica, in quanto è impossibile prevelare soldi a proprio piacimento. Anzitutto, una prima distinzione va fatta in merito al plafond, ossia al massimale di prelievo. Esso si distingue in plafond giornaliero e mensile.
Il plafond giornaliero è dato dal limite massimo che si può prelevare nell’arco delle 24 ore. Il plafond mensile è dato, invece, dalla cifra massima che si può prelevare nell’arco di un mese.
Entrambi i limiti sono decisi dal proprio istituto bancario. Tuttavia, diverse banche consentono modifiche di tali importi (giornalieri e/o mensili) ai propri clienti.
Questo può nascere o sulla base di specifiche necessità, oppure quando il rapporto cliente-banca si è consolidato. Ad ogni modo le modifiche dei plafond non sono mai astronomiche.
Ad esempio, i massimali di prelievo mensile potranno aumentare in un ordine che va dai 500 euro fino a poche migliaia di euro in più.
Altri limiti ai prelievi
La categoria dei limiti prelevabili non è certamente ristretta ai due tipi di plafond. Dobbiamo, infatti, ricordare almeno altri quattro tipi di vincoli al prelievo:
a) la disponibilità giornaliera di denaro contante presso lo sportello bancomat della nostra banca. Ad esempio, all’ora X di un certo giorno ci rechiamo con l’intento di prelevare 500 euro e il display indica importo massimo prelevabile di soli 300 euro.
Bene, vuol dire che prima di noi sono passati molti altri clienti a prelevare e la giacenza della banca inizia a scarseggiare per quel giorno. In questi casi la migliore soluzione può essere quella di prelevare 300 il giorno X e i restanti 200 euro il giorno successivo;
b) poi ci sono i prelievi all’estero. Spesso i plafond giornalieri e mensili sono più bassi per quel che riguarda i prelievi fatti dall’estero. Ogni banca ha la propria politica al riguardo, quindi è bene informarsi attentamente prima di un eventuale viaggio all’estero.
Ricordiamo infine che le commissioni di prelievo, fuori dai confini nazionali, sono molto più salate rispetto ai costi di prelievo in patria.
I vincoli legati alla giacenza sul conto corrente
c) Non vanno dimenticati i limiti dettati dai controlli del Fisco. Al riguardo ricordiamo le due soglie da tenere a mente, ossia più di 1.000 euro di prelievo al giorno o più di 5.000 al mese (Decreto Fiscale n. 193 del 2016, art. 7 quater);
d) infine, ricordiamo che esiste un limite contabile, dato appunto dall’effettiva giacenza dei soldi presenti e disponibili sul nostro conto corrente.
In chiusura, dunque, possiamo dire che la libertà del cliente esiste, ma entro determinati confini stabiliti dall’istituto, dal Fisco o dalla concreta disponibilità. Pertanto, al quesito se il prelievo bancomat è libero o ha vincoli vari come quelli legati alla giacenza del denaro sul conto corrente la risposta è del tipo parzialmente affermativa.
Consigliamo pertanto al lettore di informarsi attentamente presso la propria banca così da non avere mai “sorprese” in merito.
In quest’altro articolo, infine, esponiamo i rendimenti medi per categoria di risparmio relativi al mese di settembre 2020.