Il minimo segnato sul Ftse Mib il 7 marzo potrebbe costituire un bottom rilevante. Vediamo perché con diversi metodi

ftse mib

La guerra in Ucraina continua ad imperversare. Ma, nonostante tale fattore esogeno, su diversi indici azionari è in atto un tentativo di ricostituire una base di ripartenza.

E diversi metodi, compresi quelli di Gann, indicavano su certi setup di prezzo e tempo una possibile inversione del trend ribassista.

Oggi esaminiamo, a tale riguardo, la situazione del Ftse Mib.

Il minimo segnato sul Ftse Mib il 7 marzo potrebbe costituire un bottom rilevante. Vediamo perché con diversi metodi

Tra i metodi che utilizziamo per valutare la presenza di eventuali setup di prezzo e tempo, il metodo Magic Box ha evidenziato nella seduta del 7 marzo il raggiungimento di un setup spazio/temporale da parte del Ftse Mib. Omettiamo il grafico per esigenze di maggior sintesi espositiva.

Ma l’ipotesi della formazione di un potenziale bottom trova fondamento anche in altri sistemi di analisi.

Metodi astrofinanziari

In particolare, sotto il profilo astrofinanziario, ci pare rilevante come nel periodo tra fine febbraio ed inizio marzo, considerando un minimo di imprecisione in gradi, si siano formate alcune congiunzioni. Segno di inizio di nuovi cicli planetari, che solitamente portano a rialzi.

Inoltre la quotazione di 21.060 segnata sul minimo corrisponde ad una posizione di 180 gradi, posizione rilevante per segnare una svolta, al rialzo o al ribasso.

Tale posizione si trovava peraltro a distanza di circa 120 gradi da Plutone, in aspetto quindi di trigono.

Gann tecniche geometriche

Ma anche tecniche geometriche di Gann evidenziano elementi di rilievo, ad esempio come da seguente grafico.

Anche per tale motivo il minimo segnato sul Ftse Mib il 7 marzo potrebbe rappresentare una data rilevante.

Gann su Ftse Mib

Il cerchietto rosso indica come il minimo corrisponda ad un livello di ritracciamento, con la tecnica delle cosiddette ottave.

Curva dei rendimenti

La curva dei tassi sul debito pubblico italiano, non presenta segnali di criticità. Notiamo che questa si è innalzata rispetto ai 12 mesi precedenti. Questo movimento segnala una generale aspettativa di aumento dell’inflazione e conseguentemente dei tassi d’interesse.

Curva dei rendimenti

Inoltre lo spread tra le scadenze critiche di 2 e 10 anni quota quasi 1,89%. Questo valore è molto maggiore rispetto a quello di altri Paesi, come ad esempio gli USA con 0,27%.

Sappiamo che una eventuale inversione di questi valori, segnala storicamente una recessione. Ebbene, pur non potendo escludere una recessione, possiamo sicuramente affermare che la curva dei rendimenti non indica questa evenienza.

L’indice Ftse Mib è formato prevalentemente da titoli bancari. I bancari, presentano attualmente quotazioni più a sconto rispetto ad altri settori (sia in termini di P/E che di Prezzo/Libro). Essi inoltre sono tra i pochi settori che potrebbero beneficiare da un aumento dei tassi, e da aumenti d’inclinazione della curva dei rendimenti.

Questo vale soprattutto per quegli operatori che raccolgono capitali a breve, per prestarli a lungo, guadagnando quindi sullo spread dei rendimenti tra le varie scadenze.

La debolezza dell’euro inoltre favorisce tutte le società esportatrici con bilanci denominati nella moneta unica.

Anche in seguito a questi fattori, riteniamo rilevante la data del 7 marzo scorso come segnale di un minimo importante.

Per maggior precisione, consigliamo di riferirsi anche alle date di cui all’articolo del 11 febbraio 2022.