Il gas russo raggiunge la Cina ed ecco come si modifica la geopolitica mondiale, l’Est avanza

Gas Russia

Non possiamo che registrare una forte discrepanza tra le parole e i fatti. Ieri i tentativi di negoziato che hanno lasciato intendere un filo di speranza. Poi però la stretta militare ulteriore su Kiev e i bombardamenti senza fine. Secondo alcuni più intensi del solito. Capire da che parte pende il vero, al netto della propaganda, è impresa ardua. Quel che ci pare evidente, oltre la guerra, è una ridefinizione degli equilibri e delle alleanze internazionali. La Russia si apre alla Cina. E questo lo sapevamo. Ma in pochi (forse) conoscevamo i fatti.

Il gasdotto

All’alba di stamane apprendiamo che nell’anno di vigilia della pandemia, nel 2019, è stato inaugurato il gasdotto Power of Siberia (Forza della Siberia). Il 2 dicembre 2019 i due presidenti Vladimir Putin e l’omologo cinese Xi Jinping avrebbero inaugurato il corridoio energetico. 4.000 chilometri di lunghezza per unire l’Occidente all’Oriente. Il serpentone parte dai giacimenti siberiani e arriva alla città cinese sul fiume Amur (l’impronunciabile Blagoveshchensk) che è la zona di confine tra la Russia e la Cina. La notizia è stata battuta da alcune agenzie stamane di buonora.

La strategia

Anzitempo la Russia si è guardata intorno e lo ha fatto con azioni concrete. Un modo per estendere e potenziare la propria economia ma anche un modo per non dipendere esclusivamente dal cordone ombelicale con l’Europa. Perché se è vero che l’Unione e l’Italia in particolare dipendono dall’export russo del gas è altrettanto vero il contrario. Cioè che la Russia guadagna molto da tale vendita. Così, l’Italia da circa un mese sta lavorando al potenziamento dell’estrazione interna, alle rinnovabili eccetera per diversificare gli approvvigionamenti. La Russia, nel frattempo, sta già erogando gas al Paese del dragone. Noi contiamo i danni, Putin conta gli introiti. Beninteso ciò a prescindere dallo scenario russo-ucraino e dalle ripercussioni (probabili) su Mosca e sull’intero territorio sovietico.

Il gas russo raggiunge la Cina ed ecco come si modifica la geopolitica mondiale, l’Est avanza

Lo scorso anno, nel 2021, mentre l’Europa era tutta protesa sulla pandemia e sul “qui pro quo” sui vaccini e la dialettica tra favorevoli e contrari, obbligo verso volontarietà, il gas scorreva altrove. Si stima un export verso la Cina che nel 2021 avrebbe raggiunto 16,5 miliardi di metri cubi. I numeri sarebbero destinati a salire e il contratto con Gazprom (azienda energetica russa in parte controllata dallo Stato) avrebbe durata trentennale. Ma non è tutto.

Power of Siberia 2

A febbraio quando abbiamo visto Putin prendere parte alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, pare sia stato siglato un altro accordo. Si tratta di un nuovo gasdotto denominato Power of Siberia 2 che dovrebbe iniziare a portare altro gas alla Cina a partire dai prossimi anni. Sebbene al momento l’Europa sarebbe il maggior importatore di gas, la Russia a fronte dell’obiettivo del vecchio continente di puntare tutto su fonti green, si sarebbe attrezzata diversamente. E il gas russo raggiunge la Cina ed ecco come si modifica la geopolitica mondiale con l’Est avanza sempre più e ci raggiunge di spalle. Sono accordi commerciali. Nuove rotte che aggiornano le interrelazioni tra Stati. E il presente (con la leadership tutta sbilanciata sugli States), sembra appartenere al passato.