I due esperimenti di Draghi

Mario Draghi

Ieri Draghi ha esposto le linee guida ed i principi, su cui si basa il piano presentato in sede europea.

La versione italiana di quel programma, destinato ad investire le risorse provenienti da fonti UE.

Ma ieri è iniziato anche un altro importante esperimento di Draghi.

In effetti sia il piano italiano, collegato al Next Generation UE, che il programma di riaperture, si possono considerare esperimenti.

I due esperimenti di Draghi

Il programma di investimenti è stato presentato con un incipit retorico, forse anche per non ridurne l’esposizione ad una mera elencazione di numeri e di indicazioni tecniche. Ma, al netto di tale aspetto che, come analisti, non ci deve riguardare, quali prospettive ne derivano?

Una prima riflessione di fondo è che i due esperimenti di Draghi sono strettamente correlati, e le riaperture impattano in modo significativo sul piano italiano di investimenti.

Le riaperture

Sotto questo profilo, anche le riaperture sono un esperimento.

Draghi l’ha detto chiaramente.

Si tratta di affrontare un rischio ragionato, in base ai dati a disposizione. Ma, a tale riguardo, possiamo dire che tutto si gioca entro una quindicina di giorni.

Se entro questo termine continuerà una sia pur graduale discesa della curva epidemiologica, le riaperture verranno confermate ed eventualmente ampliate.

Diversamente, si rischia un ritorno a misure più stringenti.

Del resto, la situazione è in continuo cambiamento. Ad esempio, anche in Italia sono già stati individuati alcuni casi di variante indiana, quella che in India sta facendo una vera e propria strage.

Ed i vaccini quanto sono efficaci contro questa variante? A quanto pare, non è dato saperlo, ma è certo possibile che vi sia una diminuita efficacia, con tutte le conseguenze del caso. Certo, Speranza ha adottato i classici provvedimenti restrittivi nei confronti di chi proviene da questo paese, ma ben sappiamo quale possa essere la loro reale efficacia.

Impatto sul programma di investimenti

Sul programma di investimenti italiano le prospettive della pandemia incidono non poco. E se dovesse fallire l’esperimento delle riaperture, questa circostanza non potrebbe non riverberarsi negativamente anche sulle prospettive economiche.

Infatti, per poter conferire la massima potenzialità economica al programma di investimenti, occorre che non vi siano limitazioni di attività e di circolazione.

Ma questo elemento dipende essenzialmente dalla pandemia.

E se cominciassero a diffondersi varianti, nei cui confronti i vaccini fossero scarsamente efficaci, evidentemente le prospettive del Recovery Plan ne uscirebbero fortemente ridimensionate.

La burocratizzazione

Alcuni provvedimenti già in atto, come quelli che riconducono ai cosiddetti bonus fiscali, hanno evidenziato che in Italia il ricorso a questi è decisamente più limitato, rispetto alle aspettative che si erano andate creando.

Soprattutto a seguito di adempimenti ritenuti eccessivi, nonché per i rischi connessi al ricorso alla formula di cessione di credito pro solvendo, invece che pro soluto, molti soggetti, potenzialmente destinatari di bonus fiscali, come i condomini, hanno rinunciato ai possibili interventi, ad esempio in materia di efficientamento energetico.

Era quindi preferibile stanziare delle risorse per sostenere degli interventi, ma prescindendo dalla necessità di una serie di specifiche tecniche e di condizioni legali eccessivamente stringenti, per l’accesso ai bonus.

Come dice un antico proverbio, il diavolo si nasconde nei particolari

Non sarà, quindi, nei valori o nella visione di un’Italia futura, a giudizio di chi scrive, che potremo cogliere la reale portata di questo piano. Ma nei particolari attuativi, che dovrebbero, sempre secondo la mia personale opinione, abolire regole e regolette, soprattutto in materia di bonus.

L’importante sarebbe, ad esempio in materia di efficientamento energetico, che i previsti interventi riguardino questo ambito, prescindendo da miglioramento di due classi energetiche, da interventi trainanti e trainati, e da altre analoghe condizioni.

Pertanto, a proposito dei due esperimenti di Draghi, abbiamo voluto spiegare soprattutto come la situazione pandemica non potrà non impattare anche sull’efficacia del piano di investimenti e come questo dovrebbe non impelagarsi in regole e regolette troppo burocratiche, per poter raggiungere una maggior efficacia in termini di crescita economica e di potenziale ripresa.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT