Draghi cala nei consensi il peso del conflitto fa aumentare la preoccupazione degli italiani, l’indagine Demopolis

Mario Draghi

Super Mario che pure in generale gode della stima generale non fosse altro per il calibro e lo spessore formativo, perde pezzi. Probabilmente non per suo demerito quanto per il contesto che si trova a portare sulle spalle. Ha mostrato di saper gestire alla grande parte della pandemia dando forte impulso alla campagna vaccinale. Se la memoria non ci inganna per diverse settimane le fialette venivano iniettate a rilento.

Dopo quel primo carico di dosi Pfizer Biontech arrivato a Roma super scortato nel dicembre 2020, andammo in stand by (attesa). I primi eletti furono i medici e tutto il personale sanitario con tanto di RSA che uscivano da una vera e propria strage di infetti e vittime. Poi il prosieguo iniziò a impigliarsi con il condimento dei lotti Astrazeneca sequestrati che misero a dura prova il coraggio militare. Con Draghi cambiarono le carte in tavola e nel giro di poco tutta la popolazione che ha scelto la vaccinazione, ha avuto modo di farla subito e a costo zero. E fin qui, Draghi ci è piaciuto. Così come grosso modo gran parte degli italiani hanno condiviso molto del suo operato.

Draghi oggi

La situazione attuale è diversa. Dalla pandemia alla guerra, non si direbbe, ma ne corre di acqua. Oltre alla preoccupazione per un possibile coinvolgimento del popolo italiano, c’è la tasca semivuota dei cittadini a mandare in furia. Nell’indagine dell’Istituto di Ricerche Demopolis realizzata per La7 e condotta su un campione stratificato di 1.500 intervistati, Draghi è al 54%. Sicuramente il dato è maggioritario però in calo rispetto al recente passato quando prima del conflitto, il Presidente era al 58%. L’indagine condotta mette in evidenza anche le differenze in base allo schieramento politico di appartenenza.

Draghi cala nei consensi il peso del conflitto fa aumentare la preoccupazione degli italiani, l’indagine Demopolis

Per i simpatizzanti del PD il placet al Governo Draghi è molto alto, pari all’86%. Non male anche per i forzisti che nella misura del 70% circa approvano l’operato di Draghi. Cambia lo scenario per gli attivisti leghisti e Contiani. Difatti il 48% dei simpatizzanti per il Carroccio ripone fiducia nell’attuale leader di Governo e il 46% de pentastellati. Arriviamo poi ad un risicato 31% per i  sostenitori di FDI.

Il peso della guerra e il caro energia

La preoccupazione per la portata della guerra in Ucraina sta facendo tentennare gli italiani. Così Draghi cala nei consensi anche perché a preoccupare sono gli effetti del conflitto e la situazione economica che è in caduta libera. Caro energia, settori produttivi in crisi (come la moda, calzature, ceramica) e caro spesa di generi alimentari. Una bella matassa indubbiamente difficile da gestire.

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