Forse il Black Friday per i clienti Amazon sarà un po’ turbolento. Gli ultimi eventi, infatti, mettono in serio rischio la riuscita dell’evento. Infatti, per il 26 novembre, la giornata dedicata ai fenomenali sconti prenatalizi, i corrieri hanno indetto uno sciopero nazionale. Dunque, ecco perché il nostro attesissimo Black Friday Amazon potrebbe andare a monte, a causa di queste imprevedibili cause. In particolare, in ribellione sono i corrieri dipendenti delle aziende iscritte ad Assoespressi, che si occupano di effettuare le consegne per l’Italia.
Lo scopo dello sciopero è quello di contestare contro ritmi e orari di lavoro insostenibili, rivendicandone il ridimensionamento. Da qui, quindi, il rischio di non ricevere il pacco ordinato sulla piattaforma Amazon. Saranno, dunque, forti le ripercussioni della presa di posizione dei driver del colosso, che sono una parte integrante del successo dell’azienda. Infatti, uno degli appeal è proprio la comodità di ricevere e restituire i prodotti in qualsiasi momento. A ciò, poi, si aggiunge la puntualità del relativo servizio.
Ecco perché il nostro attesissimo Black Friday Amazon potrebbe andare a monte a causa di queste imprevedibili cause
Insomma, lo sciopero potrà avere conseguenze sia per i consumatori interessati alle offerte che per la filiera produttiva coinvolta. Si consideri che, lo scorso anno, Black Friday e Cyber Monday hanno determinato un aumento delle vendite del 60% rispetto al 2019. Ciò, con un ritmo di vendita di ben 203 prodotti al minuto. Ma, vediamo, più nei dettagli qual è il motivo dello sciopero dei corrieri, a livello nazionale. La decisione è stata adottata in occasione della prima assemblea nazionale unitaria di quadri e delegati del settore delle consegne. In quella sede è emersa la grande difficoltà in cui versano questi lavoratori. Essi, infatti, arrivano ad effettuare fino a 200 consegne di pacchi al giorno, in 8-9 ore. Il tutto, ad una velocità insostenibile, senza possibilità di pause o rallentamenti. Dunque, il tutto costringendo i corrieri in condizioni disagevoli.
Le proposte sul tappeto
Tra le proposte principali vi è quella di ridurre gradualmente le ore di lavoro settimanali. Ciò, facendole passare da 44 a 42 e poi a 39. In più, si chiede di garantire maggiore continuità occupazionale ai lavoratori, anche caso di cambi di appalto e di contratto. Si chiede, inoltre, di ridimensionare la responsabilità dei fattorini, in caso di danni e franchigie. Infine, di aumentare il corrispettivo delle trasferte ed introdurre il premio di risultato.