I Bitcoin sono indubbiamente le criptovalute più famose al mondo. Le prime ad essere nate nel 2009 ad opera di un certo Satoshi Nakamoto, rimasto fino ad oggi un personaggio sulla cui identità ci sono state numerose speculazioni. I Bitcoin sono una moneta digitale la cui quantità offerta viene determinata da un algoritmo fino a un massimo di 21 milioni di unità. In questo momento, in circolazione ce ne sono 19 milioni. Per “estrarre” una singola unità sono necessari complessi calcoli matematici.
In questi giorni, il prezzo di un Bitcoin si aggira sui 40 mila dollari. A novembre dello scorso anno, era arrivato a superare i 69.000 dollari. La criptovaluta è estremamente volatile, per cui comporta rischi altissimi per chi la possiede come asset d’investimento.Ecco il nuovo modo di investire in questa criptovaluta senza realmente acquistarla.
L’investimento che può fare la differenza
Negli anni il Bitcoin ha dimostrato una tendenza crescente che potrebbe promettere bene anche per il prossimo futuro. Uno dei principali rischi avvertiti dal mercato riguarda l’eccessiva regolamentazione che le grandi economie potrebbero imporre fino a strangolare questa nuova forma d’investimento.
Adesso, è arrivata la possibilità per i piccoli risparmiatori di investire in Bitcoin senza comprarli direttamente. Non ci riferiamo agli ETF i fondi dalla gestione passiva già sorti in realtà avanzate come il Canada. Sono i “bond Vulcano” dello Stato di El Salvador, unico paese al mondo ad avere adottato dal settembre scorso i Bitcoin come valuta legale.
Ecco il nuovo modo di investire in Bitcoin senza comprarli e beneficiando lo stesso dei suoi possibili rialzi di prezzo
I bond Vulcano saranno emessi proprio in questi giorni, stando alle indiscrezioni arrivate dal Centro America. Si tratta di obbligazioni sovrane emesse dallo Stato con un taglio minimo di 100 dollari, per cui sono alla portata di tutte le tasche. Staccheranno una cedola fissa annua del 6,5%. Finanzieranno per la metà dei capitali raccolti la costruzione di Bitcoin City, una città alle pendici di un vulcano nel Nord-Est del paese. In essa chiunque potrà dedicarsi al “mining” dei Bitcoin. Sfruttando l’energia geotermica sprigionata dal vulcano a bassissimo costo e non pagando tasse all’infuori dell’IVA.
Con l’altra metà dei capitali si acquisteranno Bitcoin, che lo Stato di El Salvador deterrà in portafoglio per almeno 5 anni. Dopodiché inizierà a rivenderli e le eventuali plusvalenze verranno trasferite in capo agli obbligazionisti. Questi avranno la possibilità di guadagnare sia tramite la cedola che sui guadagni della rivendita. Al tempo stesso, i bond Vulcano presentano diversi rischi.
Anzitutto, il rischio di credito: il debito pubblico salvadoregno è stato declassato a “spazzatura” dalle agenzie di rating e offre cedole alte anche per questo. C’è poi il rischio legato all’andamento dei Bitcoin: se i prezzi scenderanno al posto di salire, con quali soldi il Governo rimborserà gli obbligazionisti? Lo stesso dicasi nel caso in cui Bitcoin City non fruttasse nulla o poco all’economia nazionale, per cui l’investimento dello stato sarebbe a perdere. La prima emissione di questi giorni sarà di 1 miliardo di dollari. In 10 anni, El Salvador punta a raccogliere 10 miliardi attraverso una decina di emissioni in tutto.