È arrivata la conferma, e da gennaio 2021, praticamente meno di due mesi, in questa città non si potrà più fumare all’aperto. Decisione presa non per la situazione pandemica attuale, ma per migliorare la qualità dell’aria. Decisione, inoltre, approvata con 25 voti favorevoli dal Consiglio comunale, 8 contrari, 4 astenuti e 2 assenti.
Infatti da gennaio in questa città sarà vietato fumare all’aperto e quindi non sarà possibile accendere la sigaretta per strada ogni volta che se ne ha voglia. Per farlo sarà necessario seguire delle regole.
Da gennaio in questa città sarà vietato fumare all’aperto
La città di cui si sta parlando è Milano, capoluogo lombardo. Infatti a Milano da gennaio 2021 non sarà più possibile fumare all’aperto, ma sarà possibile farlo solo in specifici casi e situazioni. Infatti non sarà possibile fumare alle fermate dei trasporti pubblici, nei parchi, nei cimiteri e nelle strutture sportive, esempio gli stadi. Questo, se si hanno vicino altre persone. Infatti devono essere ad un raggio di distanza di 10 metri. Ma per i fumatori questo è solo l’inizio, perché dal 1 gennaio 2025 non si potrà fumare in tutte le aree pubbliche all’aperto. Il divieto quindi si estende.
Il Regolamento per la qualità dell’aria
Questa mossa fa parte del Regolamento per la qualità dell’aria. Dove all’interno è previsto anche il divieto sull’utilizzo di generatori di corrente, con motore a combustione interna alimentati a gasolio o a miscela con motore a due tempi, per i negozi o alimentari a partire dal 1° ottobre 2022. I forni delle pizzerie dovranno essere alimentate a legna Classe A1 sempre a partire da ottobre 2022. Infine i distributori di benzina dovranno avere delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. E vengono inserite anche delle nuove regole sui riscaldamenti. Il gasolio ad esempio sarà vietato.
“Si tratta di provvedimenti che hanno un duplice obiettivo: aiutano a ridurre il Pm10 e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori”, si legge in una nota del Comune di Milano.
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