Cos’è la Procedura di infrazione per deficit eccessivo?
L’Italia rischia l’avvio di una Procedura di infrazione per deficit eccessivo. Ma di cosa si tratta?
Cos’è la Procedura di infrazione per deficit eccessivo?
Cos’è la Procedura di infrazione per deficit eccessivo? La domanda è nata dopo che l’Europa, all’indomani delle elezioni europee, ha richiamato il governo italiano al rispetto delle regole. Regole che, finora, sono state più volte infrante. In realtà tutto inizia a novembre del 2018. In quell’occasione la Commissione Europea bocciava la manovra finanziaria dell’Italia chiedendo al governo di Roma di apportare alcune modifiche sostanziali. Tutto questo in nome dell’articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Stando al contenuto dell’articolo, infatti, i paesi dell’Ue devono garantire la tenuta dei propri conti pubblici. In particolare sul loro disavanzo di bilancio (sempre sotto il 3% del Pil) e sul debito pubblico (mai oltre il 60%). In entrambi i casi, l’Italia era fuori.
Quando nasce la procedura per deficit eccessivo?
Da qui la decisione dell’Ue, di ammonire circa l’avvio di una procedura. Una decisione che rientra nel cosiddetto patto di stabilità e crescita (PSC). In pratica un protocollo di intesa che riguarda le regole delle politiche fiscali dei paesi dell’UE. Stando a questo patto, la politica fiscale dei paesi deve garantire di essere sostenibile. In caso contrario nel testo si chiariscono le azioni da compiere per far rientrare il debito o i deficit entro i parametri prefissati.
Ma cos’è la procedura di infrazione per deficit eccessivo?
Sarebbe la prima volta che viene avviata una procedura del genere e prevede, una volta accertate le infrazioni, la presenza di una serie di controlli da parte di una Commissione che dovrà monitorare a scadenze fisse e ristrette i target annuali per la riduzione del debito. Nello specifico, in caso di ulteriori infrazioni o di mancato raggiungimento degli obiettivi, scattano le sanzioni. Sanzioni che, per l’Italia, scatterebbero già dal gennaio del 2020 e che potrebbero andare da un minimo dello 0,2% ad un massimo dello 0,5 per cento del Pil. Oltre allo stop dei finanziamenti per i progetti a marchio Ue e di quelli della Banca Europea per gli investimenti.
Cos’è la Procedura di infrazione per deficit eccessivo? Le previsioni di Bruxelles
A spingere i vertici dell’Unione ad una simile decisione il fatto che non solo gli obiettivi 2018 sono stati mancati ma, con ogni probabilità, lo saranno anche quelli del 2019 e del 2020. Per di più, fanno notare da Bruxelles, nonostante i solleciti e le richieste da parte dell’Unione di modificare la manovra finanziaria, non sono stati fatti progressi. Anzi, la strada intrapresa dalla politica fiscale italiana si è distaccata talmente tanto da quanto inizialmente fissato, da renderla ingiustificabile. Persino considerando gli eventi eccezionali del maltempo e degli ultimi disastri che hanno coinvolto le infrastrutture italiane.
Il problema di base, in questo caso, però, è anche un altro. In seguito alle elezioni europee i rappresentanti dell’Unione che stanno portando avanti l’iter, si trovano a fine mandato. Da qui la possibilità di ulteriori colpi di scena. Infatti la parola passerebbe dalla Commissione ai vari stati membri dell’Unione. Saranno loro a decidere cosa fare e cioè se proseguire o attendere. Ma il rebus si complica. In forse, infatti, potrebbe essere anche il governo italiano.
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