Cosa si può fare in caso di multa presa in un posto dove non siamo stati

multa

A tutti capita di incorrere in sanzioni amministrative e la notifica del relativo verbale dà molta noia. La questione, però, si fa ancora più insopportabile se, in realtà, siamo certi di non aver commesso l’infrazione che ci viene contestata.  In questo caso, si ci sente vittime di ingiustizia e, soprattutto, nella posizione di dover pagare le spese per qualcosa che non abbiamo fatto! Quindi, in questo articolo, illustreremo cosa si può fare in caso di multa presa in un posto dove non siamo stati.

In detta ipotesi, il primo problema che si pone è anche quello di capire come sia stata possibile la sanzione. Infatti, si è certi che la nostra auto era in un posto diverso da quello indicato in verbale, alla data della supposta infrazione. Pertanto, si ipotizza che si sia trattato di un errore di rilevamento della targa o di trascrizione dei dati da parte del soggetto accertatore. Ma, in casi estremi, si potrebbe trattare anche di un veicolo con targa clonata. In tal caso, la cosa è più seria e dovremmo aspettarci che venga rilevata, prima o poi, dalle forze dell’ordine. Vediamo, dunque, come difenderci in ipotesi siffatte.

Strumenti di tutela

Lo strumento di tutela più indicato nel caso di specie, è il ricorso in autotutela. Esso va presentato all’ente che ha elevato il verbale, chiedendone l’annullamento o la revoca in quanto illegittimo o infondato. Nella specie, l’ente può essere: il Comando di Polizia Municipale, dei Carabinieri o della Polizia Stradale. La domanda è da inviare, contestualmente, anche alla Prefettura, in quanto l’organo accertatore può disporre l’archiviazione dei soli atti che non sono ancora fuoriusciti dalla propria sfera.

Nel ricorso si dovrà contestare che vi è stato un errore materiale da parte di chi ha eseguito l’accertamento. Oppure, cosa più difficile da sostenere, che vi è un veicolo con targa clonata in circolazione. Certo è che non è sempre facile dimostrare che l’auto non si trovava nel luogo dell’infrazione, il giorno in cui è stata comminata. Ad esempio, si dovrebbe poter provare che quel giorno l’auto era presso un’officina per la riparazione. Oppure, se si è presa l’autostrada con il telepass, si può esibire l’estratto conto di esso.

O, ancora, se si è avuta la fortuna di conservare il tagliando del parcheggio, anche quella potrebbe essere utilizzata come prova inconfutabile della fondatezza del ricorso. Inoltre, il vantaggio dell’impugnazione in autotutela, consiste nel non dover necessariamente affrontare le spese legali. Ciò in quanto esso si può presentare senza l’assistenza di un avvocato.

Cosa si può fare in caso di multa presa in un posto dove non siamo stati? Ecco altri rimedi

Oltre al rimedio indicato, ne possono essere perseguiti degli altri. Quindi, alla domanda: “cosa si può fare in caso di multa presa in un posto dove non siamo stati?”, si possono dare ulteriori risposte. Infatti, se si presenta un ricorso in autotutela, non si sospendono, automaticamente, i termini per proporre ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace. Pertanto, se dall’ente verso cui si è agito in autotutela, se non si ottiene risposta, si può proporre uno dei ricorsi anzidetti. Oppure, in alternativa, si può effettuare il pagamento.

Quindi, si hanno a disposizione: 1) 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale, per proporre ricorso al Giudice di Pace. 2) 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica per proporre ricorso al Prefetto. Inoltre, in caso di rigetto del ricorso da parte di quest’ultimo, è comunque possibile rivolgersi al Giudice di Pace.

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