Cosa fare in caso di paralisi notturna

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Cosa fare in caso di paralisi notturna? Nella fase di passaggio tra dormire e risvegliarsi si possono verificare veri e propri malfunzionamenti. Uno di questi è rappresentato dalla cosiddetta paralisi notturna, o paralisi del sonno, che si registra quando al risveglio il ripristino dello stato di coscienza non permette di effettuare movimenti in quanto i muscoli sono ancora rilassati e non hanno ripreso il loro tono.

Molti, almeno una volta nella vita, sperimentano la paralisi notturna. Si tratta, infatti, di un meccanismo fisiologico. Solitamente ha una durata di pochi secondi. Ma in certi casi può durare anche minuti. E in quest’ultimo caso la conseguenza è che al risveglio molti soggetti siano giustamente impauriti dal fatto di non riuscire a muoversi. E allora, cosa fare in caso di paralisi notturna?

Ecco cosa fare in caso di paralisi notturna nella maggioranza dei casi

Al riguardo la migliore soluzione è la prevenzione che è strettamente legata alla qualità del sonno. Dall’uso di materasso e di cuscini confortevoli al sonno costante e regolare, ovvero 7-8 ore di sonno al giorno. Passando per la riduzione dello stress quotidiano otre che per un regolare esercizio fisico.

E mentre nei casi più gravi la paralisi notturna si cura con la terapia farmacologica, nella maggioranza dei casi, e quindi per la maggior parte dei soggetti, basta semplicemente stare alla larga, prima di andare a letto, da vizi e da sostanze eccitanti. In sostanza, evitare di prendere caffè, di fumare o di assumere bevande alcoliche.

Uno studio dell’Università di Cambridge

In linea con la maggioranza dei disturbi legati al sonno, molte cause restano sconosciute, ma da una ricerca, a cura di Baland Jalal dell’Università di Cambridge, è emerso come i casi di paralisi notturna siano più frequenti tra i membri di una stessa famiglia. Da questo punto di vista, dunque, le cause della paralisi del sonno sarebbero legate anche a fattori genetici.