Come scegliere l’acqua in bottiglia più adatta grazie alle istruzioni dell’Istituto Veronesi

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Ecco come scegliere l’acqua in bottiglia più adatta grazie alle istruzioni dell’Istituto Veronesi.

Come si fa a scegliere l’acqua più adatta a noi? In apparenza sembrano tutte uguali, ma appena si butta un occhio alle etichette, si comincia a realizzare il mondo di differenze che c’è tra una marca e l’altra. E  se si pensa di lasciarsi guidare dal prezzo, non è una mossa giusta. Quindi che si fa? Cominciamo col dire che le etichette rappresentano sempre una sorta di carta d’identità. Quindi prendiamo proprio loro come bussola, per orientarci tra la miriade di opzioni in mostra nei supermercati. Vediamo quindi come scegliere l’acqua in bottiglia più adatta grazie alle istruzioni dell’Istituto Veronesi.

Il pH dell’acqua

Il parametro che va sotto il nome di pH è quello che misura l’acidità dell’acqua. Il valore attorno al quale ruota tutto è il 7. Per cui se viene riportato il valore 7, ciò sta a significare che l’acqua è
neutra. Invece più il valore è inferiore a 7, e più l’acqua è acida, mentre più è superiore, e più è alcalina. Quanto poi alle acque addizionate con anidride carbonica si fa presente che sono solitamente acide, il gas infatti si scioglie in acqua come acido carbonico.

Nitriti e nitrati

I nitriti e i nitrati sono i cosiddetti “sorvegliati speciali”. Sono questi infatti i parametri legati all’inquinamento. Per cui i nitriti devono necessariamente essere presenti nei limiti di legge, vale a dire inferiori a 0.02 mg/L. Per i nitrati il limite massimo consentito, per una fascia adulta di popolazione, è 45 mg/L. Una volta che sarà stata individuata l’acqua più adatta, basterà farne uso così come consigliato in altro precedente approfondimento.

Residuo fisso

Il residuo fisso è una misura di laboratorio che indica il contenuto totale di sali minerali disciolti nell’acqua, dopo l’evaporazione di un litro di acqua a 180 gradi.  In Italia il residuo fisso si è nel tempo tramutato in una sorta di tabù, dalle implicazioni negative, se di valore elevato. Gli esperti dell’Istituto Veronesi, in realtà, tengono a precisare che si tratta di un termine tecnico che indica semplicemente il contenuto di sali. In commercio esistono infatti acque che sono stati arricchite di minerali per renderle ancora più «salutari». Quindi niente di così insalubre. Comunque è meglio che sia il medico a consigliare l’acqua più adatta a ciascuno di noi.

Conducibilità elettrica

Questa è una misura di laboratorio che, tramite un passaggio di corrente elettrica nell’acqua, misura la presenza di sali minerali. Per cui maggiore è la conducibilità, maggiore sarà la presenza di sali minerali. Come si può ben vedere, le acque sono più o meno ricche di sali.

Sostanze disciolte

Sotto questa denominazione sono riportati i minerali significativamente presenti in un litro d’acqua. Si intendono per tali il bicarbonato, il calcio, il magnesio, il sodio, il ferro e il fluoro. Anche il parametro della “durezza” che non tutte le etichette riportano come voce a sé stante, è indice della quantità di calcio e magnesio. Esiste poi pure il parametro che va sotto il nome di “temperatura” che indica semplicemente, la temperatura in gradi centigradi alla sorgente al momento
dell’imbottigliamento.

Altre indicazioni

Come si potrà facilmente dedurre, conoscere il significato dei diversi parametri riportati in etichetta si  rivela fondamentale per operare la scelta più giusta per noi. In chiusura, si segnalano anche le ulteriori dizioni utili ad orientarci ancora meglio. Si tratta cioè della rosa di effetti che il consumo di acqua potrà causare, oltre alle indicazioni per l’uso. Rientrano nella prima serie di indicazioni quelle che mettono in guardia dai possibili effetti diuretici o lassativi. Quanto invece alle indicazioni nell’uso, alcune etichette specificano che la tal acqua è adatta all’alimentazione dei neonati, mentre altre sono più indicate nelle diete povere di sodio o per facilitare la digestione. Ecco come scegliere l’acqua in bottiglia più adatta grazie alle istruzioni dell’Istituto Veronesi.

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