Come investire per sfruttare il boom dell’auto elettrica

Auto elettrica

Non c’è solo Tesla, lo sapevate, vero? Anche se il titolo della società di Elon Musk attira su di sé tutte le attenzioni ed i capitali. Almeno al momento. Ma di una cosa siamo sicuri. Che la mobilità elettrica va ben al di là della società americana. E che sarà una categoria di investimenti estesa e molto grande. Dove Tesla magari primeggerà. Ma non sarà l’unico vincitore. Come investire per sfruttare il boom dell’auto elettrica, quindi?

Per esempio, saranno vincitori probabilmente diverse aziende OEM, cioè della componentistica. E lo saranno chiaramente quelle che hanno iniziato per prime a shiftare parte della loro produzione sulla componentistica dell’auto elettrica. Che è simile, ma non uguale a quella dell’auto tradizionale. Anzi, in alcuni casi molto diversa. Basta pensare alle batterie al posto del motore a scoppio. Con l’impennata futura e sicura dell’auto elettrica, questi produttori non potranno che crescere.

Chi dominerà il futuro mercato? Sicuramente Tesla rimarrà un big player. È troppo avanti con la tecnologia rispetto a competitor puri. Ma tra questi ci sono due nomi che vanno citati assolutamente. E che saranno altrettanto protagonisti. General Motors e Volkswagen.

Come investire per sfruttare il boom dell’auto elettrica

Dal punto di vista degli investimenti, i due produttori storici di auto sono da preferire rispetto a Tesla. Quest’ultima ha un vantaggio competitivo enorme, come detto. Soprattutto una solida leadership sul software. Ma ha un rapporto prezzo/utili, il P/E, attualmente a 168. I tedeschi e gli altri americani, viceversa, stanno facendo investimenti di miliardi di dollari per colmare il divario di competenza con Tesla. E hanno un P/E di 8. Vale a dire che sono terribilmente sottovalutate. E in caso di ripresa ciclica, che comunque avverrà, sono chiaramente avvantaggiate.

Ci sono poi altre aziende da tenere d’occhio. In settori che a prima vista potrebbero non essere interessati dall’auto elettrica. Ma che invece lo sono. Cioè quello dei semiconduttori. Imprese come NXP Semiconductor e ON Semiconductor. Entrambe nettamente sottovalutate al momento. Perché i semiconduttori? Perché ormai l’elettronica è diventata una parte integrante delle auto normali. Figuriamoci di quelle elettriche, che senza elettronica neanche si muoverebbero.

Infine, in maniera controintuitiva, c’è un altro settore su cui investire per sfruttare il boom dell’auto elettrica. Ed è quello delle reti elettriche. E di chi fornisce il servizio. Perché le reti dovranno gestire il maggior carico, che crescerà sempre di più, degli utenti in continuo aumento. Utenti che collegheranno la loro auto elettrica alla rete per ricaricarla. Saranno quindi favorite le società di gestione della rete, ma anche quelle di distribuzione. Società come AES o Vistra. Che stanno dismettendo la generazione elettrica a carbone. E sempre più orientandosi verso quella da fonti rinnovabili. Pienamente in linea con lo scopo di emissioni zero dell’auto elettrica.

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