Come fare degli amici veri secondo il Piccolo Principe

bambino

Il vademecum su come fare degli amici veri secondo il Piccolo Principe.

“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”. Questo è quanto sta scritto in un passo de “Il Piccolo Principe”, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry. Un racconto dato alle stampe nel lontano 1943, ma che resta sempre di schiacciante attualità.  Se non fosse per quella parolina “mercanti” poc’anzi citata, tutto sembra compatibile con la storia dei giorni nostri. Tra ritmi forsennati che ci costringono ad una vita perennemente di corsa, e una disattenzione crescente verso le dinamiche relazionali.

Un trend che ha generato dei risultati sotto gli occhi di tutti. Le “amicizie” si riducono a quelle d’interesse, per cui c’è anche chi sta parlando di generazioni affette da “analfabetismo emotivo”. Non si sa più quindi da dove iniziare per stringere contatti autentici con le persone, specie ad una certa età. Perché i bambini che non sono ancora stati “contaminati” da certe logiche perverse, sanno benissimo come si fa. Basta piazzarsi in un angolo e stare ad osservarli, per vedere come fare degli amici veri secondo il Piccolo Principe che, in fin dei conti, è racchiuso in ogni bambino.

L’addomesticamento ieri

“Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?” disse il Piccolo Principe alla volpe. “È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami”. Uno scambio di battute narrative che, senza troppi preamboli, mette il dito sul punto dolente. Vale a dire sul vademecum per creare dei rapporti sinceri di amicizia. Visto che ormai siamo assuefatti a cercare guide e istruzioni per fare qualsiasi cosa, non stupirà questo scambio di battute, dove un personaggio chiede all’altro come si fa a fare amicizia. Ma ciò che forse, sulle prime, potrà generare una sorta di spiazzamento, è il termine “addomesticare”.

Si è infatti abituati ad usare questo verbo quando si ha a che fare con gli animali. Si addomestica un cucciolo di animale, per renderlo più affine ai nostri stili di vita. Ma forse nessuno mai si è spinto a dire di aver addomesticato il compagno di vita, anche se di fatto può essere così. Si pensi all’esilarante commedia musicale “Sette spose per sette fratelli”, dove degli energumeni taglialegna vengono messi in riga dalle belle di turno, prima di convolare a nozze. Ma torniamo alla volpe e al principino che non ha timore di chiedere cosa significa “creare dei legami”. E vediamo come fare degli amici veri secondo il Piccolo Principe.

L’addomesticamento oggi

“Tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini […] Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo […] Per favore addomesticami”. Una esplicita richiesta di aiuto che potrebbe essere fatta nostra anche oggi.

È giusto di qualche tempo fa una notizia che ci è arrivata Inghilterra e a cui abbiamo già dato spazio, in altro nostro precedente approfondimento. La vicenda ha a che fare con un signore rimasto vedovo e solo. Ebbene, pur di avere amici con cui entrare in relazione, si è visto costretto a mettere annunci sui giornali e distribuire bigliettini da visita.

Fino alla geniale idea di affiggere un cartello sulle mure esterne di casa. Il tutto “solo” per trovare degli amici. Ma affinché la cosa riesca, bisogna mettere in conto pazienza e tanto “addomesticamento”. Perché quando due persone entrano nel minuetto delle prime relazioni è come se si trattasse di due pianeti. Mai avvicinarsi troppo per evitare collisioni devastanti, ma neanche restare troppo distanti. Perché se ci si vuole conoscere, bisognerà pur rischiare qualcosa nelle manovre di avvicinamento. Questo permetterà di imparare a conoscere l’altro e quando la cosa riesce, si determinerà uno scambio bilaterale che non lascerà mai uguali rispetto agli inizi. Ma è una sfida che, alle volte, vale la pena di attraversare, se si vuole conoscere davvero l’altro ed entrare nell’unicità di quel rapporto. Perché, come sta scritto ne “Il Piccolo Principe” “non si conoscono che le cose che si addomesticano”.

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