Ottobre è arrivato, e ha portato con sé i primi freddi e le prime giornate grigie. Se anche tu soffri le basse temperature, probabilmente sei già accoccolato sotto il piumone con una calda tisana in mano. Ma soprattutto, stai aspettando con ansia il momento in cui accendere il termosifone. Purtroppo c’è ancora un po’ da pazientare: a seconda di dove vivi, fino al 15 ottobre o addirittura fino al mese prossimo. Nel frattempo, però, puoi informarti su cosa cambia nel 2020: ecco le novità per le spese di riscaldamento in condominio.
Come cambiano i parametri di ripartizione
Il decreto legislativo n. 73 del 14 luglio 2020, in vigore dal 29 luglio, ha introdotto delle novità per le spese di riscaldamento in condominio. Cambiano, infatti, le regole riguardanti i parametri di ripartizione. In particolare, il decreto ha eliminato ogni riferimento alla precedente norma UNI 10200. Quest’ultima aveva creato uno squilibrio. Gli appartamenti ai primi e agli ultimi piani, caratterizzati da una maggiore dispersione di calore, avevano spese di riscaldamento decisamente più alte che in passato. Diversamente dagli alloggi ai piani intermedi.
Per ovviare a questi problemi, il decreto legislativo introduce un nuovo criterio misto. Le regole riguardano:
a) le spese connesse al riscaldamento e al raffreddamento degli appartamenti e delle aree comuni;
b) l’uso di acqua calda, se prodotta in maniera centralizzata.
La spesa complessiva sarà divisa attribuendo una quota di almeno il 50% ai prelievi volontari. Il prelievo volontario non è che la quantità di calore prelevata dal singolo condomino. Varia in base al livello di temperatura che si vuole mantenere nell’appartamento. Il restante 50% sarà ripartito sulla base delle potenze installate o dei millesimi, metri quadri o metri cubi utili.
Le altre novità
Oltre che i parametri di ripartizione, le novità interessano anche la fatturazione e i contatori. In particolare, le informazioni riguardanti la fatturazione dei consumi devono essere inviate gratuitamente ai clienti almeno ogni due mesi. Se così preferiscono, i clienti devono poter ricevere fatture e bollette elettronicamente. Tali informazioni devono inoltre essere affidabili e fondate sulla lettura del contabilizzatore o sul consumo effettivo.
Infine, tutti i contabilizzatori di calore che verranno installati dopo il 25 ottobre dovranno essere leggibili da remoto. Lo scopo è arrivare al 2027 senza più contatori che non possono essere letti a distanza.