Violenza domestica ai tempi del coronavirus

elena bonetti

In Italia oltre all’emergenza sanitaria dovuta alla situazione epidemica c’è un altro grave problema che sta emergendo come effetto della quarantena e riguarda principalmente le donne vittime di violenza.

Violenza domestica ai tempi del coronavirus

L’allarme è stato lanciato in Italia e in tutti i paesi che hanno adottato restrizioni per evitare il contagio da coronavirus.

Le mura domestiche non rappresentano più per alcune donne e bambini un luogo sicuro al contrario un luogo di paura”.

Oggi, le vittime di abusi rischiano due volte: il contagio e la violenza maschile e la convivenza forzata e prolungata con chi le maltratta. Questo  si trasforma in vera e propria emergenza sociale.

La costrizione dentro casa è già difficile per tutti, ma diventa veramente soffocante e pericolosa per le donne vittime di violenza di genere.  E, a volte, anche per i figli minori che assistono impotenti a tali violenze.

In situazioni così drammatiche, anche una semplice telefonata può risultare rischiosa.  La vittima ha paura di essere ascoltata, di essere costretta, dopo aver denunciato il proprio aguzzino, ad abbandonare la propria casa in un periodo così difficile.  Paure che rischiano di essere un deterrente ulteriore alla denuncia della propria condizione.

Quali iniziative concrete sta adottando il nostro paese per tutelare le donne vittime della violenza domestica ai tempi del coronavirus?

Azioni concrete

La Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti e le Procure di tutta Italia, sono impegnate con azioni concrete e coordinate a contrastare la violenza di genere.

Come stabilito dal Procuratore di Trento, Sandro Raimondi, non saranno più le donne e i bambini a dover lasciare la propria abitazione in caso di violenza domestica. Verranno invece trasferiti i maltrattanti, in modo da non esporre i soggetti più vulnerabili al rischio Covid – 19 ma anche per non aggiungere violenza ad altra violenza.

Il Ministro Bonetti ha, inoltre, invitato pubblicamente tutti gli italiani a restare a casa, e rivolgendosi alle donne ha gridato a voce alta che “se la casa per loro e per i loro bambini è diventata un incubo devono farsi sentire”.

Infatti, le donne vittime di violenza hanno diritto di recarsi nei centri antiviolenza o dalle competenti autorità locali senza essere multate.  Senza dover dichiarare altro motivo che lo stato di necessità.

Una donna vittima di violenza a chi deve rivolgersi per chiedere aiuto

Il numero che si può chiamare gratuitamente è il 1522.  Attivo 24 ore su 24 oppure in chat se si teme di essere scoperte dal maltrattante.

Altrimenti, si possono contattare i Carabinieri al 112 e la Polizia al 113.

Non abbiate paura di denunciare, non siete sole.

Chiamate il 1522 oppure il 112 o il 113

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