Vediamo cosa ha previsto il nuovo decreto sicurezza a tutela dei cittadini

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Vediamo cosa ha previsto il nuovo Decreto Sicurezza a tutela dei cittadini. Si tratta del D.L. n. 130/20 che è stato convertito nella legge n. 173/2020, in data 19 dicembre e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. In generale, le nuove misure si sono concentrate sui seguenti punti: sicurezza delle città, immigrazione, protezione internazionale. Il tutto, introducendo modifiche al codice penale e prevedendo misure finalizzate ad impedire l’uso distorto del web. Inoltre, è stata prevista una punizione più aspra in caso di risse, se qualcuno riporta lesioni, denominando la relativa norma come norma Willy, in memoria del giovane ucciso a Colleferro.

Norme in materia di protezione internazionale e immigrazione

Nell’entrare nel merito di ciò che ha previsto il nuovo Decreto Sicurezza a tutela dei cittadini, vediamo le novità in materia di protezione internazionale. In particolare, esse prevedono nuovi divieti di espulsione, respingimento o estradizione, in casi in cui lo straniero corra il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. Il tutto, conformemente a quanto già stabilito dalla Convenzione di Ginevra. In tali casi, è previsto il rilascio allo straniero di un permesso di soggiorno speciale.

Inoltre, agli studenti delle filiazioni in Italia di Università e istituti superiori d’insegnamento a livello universitario, si applica la disciplina contenuta nella legge n. 68/2007. Cioè, se il soggiorno non supera i 150 giorni, per essi vale la stessa disciplina valevole per i soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, ragioni di affari, turismo e studio. Senonché, il decreto introduce la possibilità di convertire in permessi di soggiorno per motivi di lavoro i seguenti permessi: protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide. Poi, abbiamo: attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi, assistenza ai minori e cure mediche.

La riforma del sistema di accoglienza

A tutto ciò, verrà abbinata una riforma del sistema di accoglienza che verrà articolata diversamente, a seconda che si tratti di stranieri richiedenti protezione internazionale, o quelli che ne siano già titolari. In quest’ultimo caso, sono previsti servizi ulteriori creati per favorire l’integrazione. Infine, nei centri di accoglienza Governativi, dovranno essere assicurati adeguati standard igienico-sanitari, abitativi e di sicurezza. A completamento del quadro di sicurezza internazionale, inoltre, è previsto un divieto di transito delle navi nel mare territoriale. Detta misura è finalizzata a prevenire e contrastare la violazione delle norme sul traffico dei migranti.

La disciplina del divieto non si applicherà, ovviamente, in casi di soccorso, nel rispetto degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali. La violazione di siffatto divieto, verrà punita con la reclusione fino a 2 anni e con una multa da 10.000 a 50.000 euro.

Sicurezza urbana

In materia di sicurezza urbana, il decreto ha voluto rendere più efficace il Daspo Urbano. Di conseguenza, il Questore ha la possibilità di vietare l’accesso ai locali pubblici, agli esercizi analoghi a soggetti che hanno riportato denunce o condanne non definitive per vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. In tal caso, chi viola il divieto è suscettibile di reclusione da 6 mesi a 2 anni e della multa da 8.000 euro a 20.000 euro.

Oscuramento siti web

Per contrastare un impiego distorto dei siti web, il decreto ha stabilito l’oscuramento di quelli che si reputano vengano utilizzati per commettere reati in materia di stupefacenti. Parallelamente, i gestori dei siti web che non provvederanno a impedire l’accesso ai siti segnalati, sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Pene più severe per chi prende parte alle risse, da cui conseguano lesioni

Una serie di fatti di cronaca incresciosi, tra cui il caso Willy, hanno portato ad una presa di coscienza da parte delle istituzioni. Senonché, sono state previste pene più severe per coloro che prendono parte alle risse, nel caso in cui qualcuno riporti lesioni. Pertanto, di base, per la sola partecipazione, si rischia la reclusione da 6 mesi a 6 anni. Sono state, poi, previste le seguenti novità: 1) disposizioni finalizzate a rendere più efficace la tutela dei diritti delle persone private della libertà personale, attraverso il conferimento di poteri preventivi sulla tortura; 2) sanzioni più severe in caso di comunicazioni dei detenuti soggetti al 41-bis della legge n. 354 del 1975; 3) punizioni per chi introduce o detiene negli istituti penitenziari cellulari o altri dispositivi mobili.

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