Ci siamo, ormai abbiamo comprato tutti i regali, non ci resta che incartarli e consegnarli ad amici e parenti. Ma se le solite carte natalizie ci hanno stancato, allora usiamo il furoshiki per incartare i regali in modo sorprendente. In questa maniera non solo compiremo una scelta ecologica, ma lasceremo tutti a bocca aperta.
Che cos’è il furoshiki?
Il furoshiki ha origini antiche: con questo nome è in uso in Giappone a partire dal 1600 circa, ma con altri nomi era già utilizzato fin dal pieno medioevo. Il termine indica un pezzo di stoffa quadrato di circa 45 cm per lato. Originariamente questo veniva usato per trasportare un cambio dei vestiti ai bagni pubblici, ma presto il suo uso si estese per trasportare qualsiasi altro tipo di oggetto.
Con il consumismo moderno quest’arte viene abbandonata in favore per esempio dei sacchetti di plastica, ma negli ultimi anni è tornata a farsi sentire. Infatti si tratta di una pratica che evita lo spreco di materiale, favorisce il riutilizzo e soprattutto è estremamente ecologica.
Oggi il termine furoshiki è usato a indicare l’arte di origine giapponese di impacchettare con la stoffa.
La tecnica
Quindi usiamo il furoshiki per incartare i regali in modo sorprendente e soprattutto ecologico, senza creare enormi sacchi di spazzatura di carta e scotch.
Chi riceverà il regalo rimarrà stupito e noi ci divertiremo un sacco a farlo.
I metodi sono davvero moltissimi, ma i più semplici sono essenzialmente due. Prima di tutto bisogna scegliere un pezzo di stoffa adatto al suo scopo per dimensioni, tessuto e colore. Nel primo caso posizioniamo al centro il nostro regalo, portiamo i quattro angoli verso il centro e annodiamoli assieme.
Nel secondo poniamo sempre al centro il nostro regalo ma in modo che la stoffa sia posizionata a rombo. Prendiamo l’angolo in alto, passiamolo sopra il regalo e fermiamolo sotto di esso. Ripetiamo la stessa operazione con l’angolo inferiore, sovrapponendolo al primo. Infine bisogna annodare insieme i due angoli laterali, in modo più o meno morbido.