Una mela al giorno toglie il medico di torno e potrebbe aiutarci con questo importante problema dell’età

mele

I nostri nonni avevano ben presente il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”. In questo caso la mela vuole essere metafora di una dieta naturale e sana, importante punto di partenza per la nostra salute. Alcuni recenti studi però mettono sotto esame proprio la mela come frutto (malus domestica), andando a sottolineare proprietà che potranno essere utili per le terapie future.

La mela è un’importante fonte di flavonoidi e altri fitonutrienti essenziali per il nostro organismo. I flavonoidi sono anche presenti nell’olio d’oliva e nel cioccolato, nelle pere, nel tè o nel vino rosso. Dopo essere stati ingeriti, la maggior parte dei flavonoidi interagisco con il microbioma intestinale (l’insieme dei batteri del nostro organismo) e ne modulano l’azione. Anche i fitonutrienti come il resveratrolo si possono trovare nelle mele e in altri frutti e hanno un importante ruolo protettivo anche a livello cerebrale. Studiando le mele i ricercatori hanno fatto questa importante scoperta: una mela al giorno toglie il medico di torno e potrebbe aiutarci con questo importante problema dell’età.

Come fanno le mele ad aver quella forma?

Le mele non sono semplicemente sferiche: hanno una piccola fossetta (cuspide) nella parte superiore, a livello dello stelo. In un lavoro pubblicato su Nature Physics nei giorni scorsi (Chakrabarti A et al, 2021), i ricercatori sono riusciti a sviluppare un modello matematico che consentisse loro di capire come le mele si sviluppino nella forma che conosciamo. Le forme biologiche sono spesso organizzate dalla presenza di strutture che fungono da punti focali. La cuspide delle mele è uno di questi. Lo studio dei punti focali (o singolarità) ha importantissime ripercussioni su numerosi campi scientifici, dalla cosmologia alla fluidodinamica e portano a strutture universali.

Ecco perché lo studio di un’umile mela potrebbe essere importante anche in altri ambiti diversissimi.

Una mela al giorno toglie il medico di torno e potrebbe aiutarci con questo importante problema dell’età

In un altro studio pubblicato recentemente (Ichwan M et al, 2021), gli scienziati hanno scoperto come alte concentrazioni di fitonutrienti delle mele siano in grado di stimolare la formazione di nuovi neuroni. In particolare, alte concentrazioni di due di questi fitonutrienti (quercitina e acido diidrossibenzoico), messi in una coltura di cellule staminali di topo, generavano più neuroni e proteggevano le cellule da morte cellulare.

Inoltre, se ai topi venivano somministrati i due fitonutrienti, le cellule staminali presenti in due aree del cervello associate alla memoria e all’apprendimento si moltiplicavano. Più rapidamente e generavano anche più neuroni. Tali effetti di neurogenesi sono simili a quelli sviluppati in seguito a esercizio fisico. Ecco perché è importante anche abbinare l’esercizio fisico a una dieta equilibrata.

Ulteriori studi sono necessari per capire se questi fitonutrienti possano migliorare l’apprendimento e la funzione cognitiva, o se possano essere usati in  caso di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza.  Diverse evidenze in studi precedenti, suggeriscono che i polifenoli, gli antiossidanti e le vitamine presenti nelle mele possano migliorare i processi cognitivi negli anziani.