Un esame non invasivo basterebbe per diagnosticare la presenza del batterio che porta all’ulcera, alla gastrite e al gonfiore addominale

digestione

Quanti di noi soffrono di cattiva digestione, bruciore di stomaco, dolori o gonfiore all’addome. Si tratta di una situazione di disagio che può mettere la nostra qualità della vita a dura prova. La sensazione di bruciore intenso nel tratto esofageo può trattenerci dal pranzare in compagnia per evitare rinunce e rifiuti di alcune pietanze. Se questi disturbi persistono si può chiedere un consiglio al medico curante. Fra le cause di questi problemi gastrici potrebbe esserci la presenza dell’Helicobacter Pylori, un batterio Gram negativo che si insedia nello stomaco. Quest’ultimo non sempre porta a delle patologie. Potremmo convivere ospitando l’Helicobacter Pyroli, senza che questo manifesti sintomi, sempre che le nostre difese immunitarie siano alte e solide.

In caso contrario, il microrganismo danneggia la mucosa che riveste le pareti dello stomaco preservandole dall’azione acida dei succhi gastrici. Se la mucosa viene danneggiata, la parete gastrica resta senza protezione e quindi potrebbero verificarsi ulcere o gastrite cronica.

Possiamo contrarre questo batterio solamente dall’esterno con alimenti o acqua contaminate o tramite il contatto con materiale organico di individui infetti.

Un esame non invasivo basterebbe per diagnosticare la presenza del batterio che porta all’ulcera, alla gastrite e al gonfiore addominale

Quando si pensa agli esami che interessano il tratto gastrico si pensa subito ad esami invasivi non sempre ben tollerati. Va detto che la Scienza e la Diagnostica hanno fatto grandi passi avanti, rendendo gli esami endoscopici meno fastidiosi. Ad esempio per la gastroscopia classica si è aggiunta la modalità transnasale. Per individuare la presenza dell’Helicobacter Pyroli potrebbe esserci, invece, prescritto un esame davvero semplice e non invasivo.

L’esame Urea breath test

Si tratta dell’esame del soffio, e si svolge compiendo delle espirazioni profonde. Una volta prelevati i campioni si va ad analizzare la presenza di urea. Questo perché? Di certo i succhi gastrici non rendono lo stomaco un ambiente molto ospitale per gli organismi compresi i batteri. Solo l’Helicobacter pyroli riesce a sopravvivere in un ambiente così poco “accogliente” e questo perché produce ureasi. L’Ureasi è un enzima che neutralizza l’acido gastrico ed è così che fa sopravvivere il batterio.

Come avviene il test?

Il test consiste nel raccogliere due campioni di aria espirata prima e dopo l’ingestione di un liquido a base di urea. Se nel secondo campione si trova urea allora potremmo ospitare il poco gradito batterio.

Qual è la preparazione per effettuare questo esame?

Non si tratta di una preparazione troppo complessa. Occorre non assumere lassativi o antibiotici 15 giorni prima dell’esame. Una settimana prima, bisogna interrompere il trattamento con i gastroprotettori e 24 ore prima sospendere farmaci non essenziali. Si osserverà una dieta solo il giorno prima mentre dalla sera va osservato il digiuno e il divieto di fumo.

Un esame non invasivo che ci aiuterà nel migliorare la nostra digestione.

Approfondimento

L’uso prolungato di alcuni farmaci per gastrite e ulcera potrebbe comportare carenza di questa vitamina preziosa per i globuli rossi