Tutte le nubi nere all’orizzonte sul pensionamento anticipato e agevolato

governo conte

Sul pensionamento anticipato e agevolato quali sono tutte le nubi nere all’orizzonte? Sì, perché sono altissime le probabilità che andare in pensione con la quota 100 non sarà più possibile. A partire dal 2022. Ma perché sul pensionamento anticipato e agevolato il Governo italiano vuole affossare la quota 100?

Tutte le nubi nere all’orizzonte sul pensionamento anticipato e agevolato, perché?

Perché l’accesso alla misura ad oggi è inferiore alle attese. Da parte dei lavoratori ai quali mancano pochi anni. Per andare in pensione con i requisiti standard. Parlando proprio di tutte le nubi nere all’orizzonte sul pensionamento anticipato e agevolato. Rispetto al trend di richieste del 2019, nel primo trimestre del corrente anno c’è stato un rallentamento.

Quello relativo proprio alle domande di pensionamento con la quota 100. Il cui requisito è rappresentato da un’età pari ad almeno 62 anni. Ed almeno 38 anni di contributi versati. Con la somma tra il requisito anagrafico e gli anni di contributi versati che fa proprio 100.

Pensionamento anticipato e agevolato con la quota 100, conviene davvero?

Ed allora, conviene davvero il pensionamento anticipato e agevolato. Proprio con la quota 100? Stando ai dati consolidati forniti dall’INPS una cosa di sicuro è emersa. Quella che molti lavoratori con i requisiti con quota 100 hanno rinunciato.

Ovverosia non hanno anticipato l’uscita dal lavoro. Per puntare così alla pensione di vecchiaia. E questo perché con la quota 100 l’assegno pensionistico è più basso. Dato che il monte contributi versato è comunque inferiore rispetto a lasciare il lavoro a 67 anni.

Ecco perché per il Governo italiano al momento la proroga di quota 100 non è all’ordine del giorno. Le attese sono quelle dello stop alla misura dal 2022. Ma forse si sta prendendo tempo per capire quale effetto avrà la pandemia di coronavirus. Proprio sulla scelta dei lavoratori di restare o di andare in pensione prima.

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