Per apprezzare il vino non bisogna essere per forza degli esperti enologi. Ma nello stesso tempo ci sono dei miti sulla bevanda alcolica che sono davvero duri a morire. Ecco, allora, tutte le bufale e le leggende metropolitane che circolano sul vino, dalla prova del tappo all’obbligo di dover avere una cantina a casa, passando per tutti i vini che con l’età non farebbero altro che migliorare.
Ecco tutte le bufale e le leggende metropolitane che circolano sul vino
Andando nel dettaglio va detto, innanzitutto, che la qualità del vino non si rileva e non si misura odorando il tappo. Così facendo, infatti, si percepirà soltanto l’odore del sughero. La fragranza della bevanda alcolica sarà accessibile, invece, solo aprendo la bottiglia.
Inoltre, chi vuole fare scorta di vino non ha per forza bisogno di avere una cantina. Basta, infatti, conservare le bottiglie in un luogo fresco e asciutto. E precisamente in un posto in cui la temperatura sia inferiore ai 16 gradi centigradi. Occorre, tuttavia, assicurarsi che le bottiglie non siano direttamente esposte alla luce del sole.
Tra i falsi miti sul vino c’è pure quello secondo cui la bottiglia di vino ordinata al ristorante ha sempre costi esorbitanti. Magari il vino è di qualità pregiata. A ben vedere, però, è molto probabile che il ricarico applicato dal ristoratore sull’acqua minerale sia decisamente più elevato.
Una convinzione del tutto insensata
Per i grandi bevitori di vino, inoltre, c’è da sfatare un altro mito. Cioè quello secondo cui si può bere tutto l’anno senza problemi. E poi prendersi, ad esempio, un mese di pausa, per disintossicare il fegato. Ebbene, bere vino esageratamente per undici mesi, per poi astenersi per un mese, credendo che così facendo il fegato torni “come nuovo” è una convinzione del tutto insensata. Un simile comportamento può avere pericolose, e talvolta anche gravi, conseguenze per salute.
Attenzione, infine, al vino che invecchia. Non tutti i vini con l’età, infatti, migliorano. Anzi, molti di questi vanno bevuti entro tempi accettabili dall’imbottigliamento, altrimenti si scoprirà, dopo qualche anno, di aver conservato in cantina un ottimo aceto.