Tesla out of market

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Stanco del cappio delle trimestrali con frequenti ondate ribassiste sul titolo, giorni fa il CEO di Tesla Elon Musk ha cinguettato su Twitter di una possibile uscita dalla borsa del titolo.

Ricordiamo per chi non segue il mercato americano che Tesla è stato uno dei titoli più di tendenza degli ultimi anni e che anche in termini di capitalizzazione è certamente diventato uno dei big.

Immediata reazione del mercato che ha premiato il titolo con una crescita a due cifre e spazzato via le posizioni ribassiste in alcuni casi aggressive di privati ma anche di qualche hedge fund.
Ora però sono arrivate le denunce per aggiotaggio e si parla di una possible class-action… questo vuole dire che una volta in borsa non se ne può più uscire?
Certo che no.
Però, coscienti anche delle capitalizzazione dei proprio titoli, i capi delle aziende debbono imparare che ogni loro dichiarazione pesa sui mercati e che tanto più quando si parla di ipotesi e non di una presa di posizione definitiva e certa, i dubbi sulla buona fede sono inevitabili.
Fino a un po’ di tempo fa si diceva prima di parlare pensa, ora lo possiamo sostituire con un prima di twittare rifletti…
Per la verità l’interesse verso Twitter e in parte Facebook è in forte calo , gli unici che paiono non essersene accorti sono appunto i grandi Presidenti e amministratori delegati e i politici che a sani e meditati comunicati stampa spesso paiono preferire dei banali twit, e poi, evidentemente, sull’esplosivo Instagram di questi tempi hanno poco da mostrare…
Tornando al tema di usare cautela prima di esporsi con dichiarazioni che possono scatenare un putiferio come sta accadendo per Tesla lascio la chiosa a un aforisma attribuito ad Albert Schweitzer e poi ripreso dal bonario presidente americano Lindon Johnson:
“Quando parli non impari”.