Tenerife fa rima con pensione e defiscalizzazione! Perchè?
Il maltempo sta flagellando l’Italia, danni milionari sia al Nord che al Sud, invece a Tenerife sta iniziando la “Temporada invernale” con migliaia di pensionati, italiani e non che svernano al clima mite dell’isola.
I pensionati e Tenerife sono un abbinamento famoso, le Canarie, con Tenerife in testa, hanno visto diverse migliaia di pensionati trasferirsi in cerca anche di condizioni climatiche migliori, di uno stile di vita diverso e la possibilita’ di avere vantaggi fiscali, defiscalizzando la pensione INPS residendo almeno 6 mesi e un giorno all’estero, dopo essersi iscritti all’AIRE.
Arrivato a Roma recentemente ho proprio ricevuto la telefonata contenta di Virgilio, pensionato veneto, uno dei primi clienti della mia esperienza presso un Patronato a Tenerife, che avendo completato il percorso burocratico (AIRE, trasferimento pensione, dichiarazione in Spagna e richiesta della defiscalizzazione entro il 30/9 di ogni anno) ha ricevuto il suo assegno INPS lordo, pagato sulla banca spagnola con diverse centinaia di euro in piu’!
Sfortunatamente il diritto di poter defiscalizzare all’estero (Canarie, Portogallo, Bulgaria, Tunisia le destinazioni piu’ gettonate) non e’ un diritto esercitabile da tutti i quasi 400.000 pensionati che ricevono il pagamento della prestazione italiana su una banca estera (si parla di una somma oltre il miliardo di euro!). Infatti salvo pochissime eccezioni, i pensionati ex INPDAD, ora confluiti nell’INPS, non possono godere di questo vantaggio fiscale.
Circa 90.000 pensionati, un 30% del totale dei pensionati residenti all’estero, gli ex INPDAP, dipendenti statali, militari e moltissimi delle forze dell’ordine, i cosi’ detti servitori dello Stato, non possono usufruire del vantaggio della defiscalizzazione all’estero, anzi sono costretti anche a pagare le addizionali comunali e regionali al Lazio sulla loro pensione, anche residendo all’estero!
A gennaio 2017 ho conosciuto, organizzando assieme all’Associazione A.P.I.C.E., un convegno a Los Cristianos sull’argomento, l’Avvocato Michela Scafetta che ha dedicato parte della sua attivita’ professionale a cercare di eliminare questa ingiustizia.
Ogni mia visita a Roma prevede una puntatina al suo studio per mantenermi informato sull’evoluzione legale della battaglia dei pensionati ex Inpdap. Oltre al punto sulla importantissima questione ho chiesto all’Avvocato Michela Scafetta anche un parere sulla “Quota 100” che dovrebbe essere introdotta dalla manovra economica del Governo giallo-verde” :
“Ringrazio il Dott. Riccardo Barbuti e lo staff di ProiezionidiBorsa di avermi dato l’opportunita’ di comunicare lo stato del ricorso presentato presso la Corte dei Conti di Roma per permettere di poter godere ai pensionati ex INPDAP della piena defiscalizzazione delle loro pensioni all’estero. Lo Studio Scafetta e’ ancora in attesa dell’udienza per discutere il ricorso presso la Corte dei Conti di Roma, questo ritardo ci ha fatto esplorare delle alternative che stiamo ancora studiano e testando, per poter cercare di vincere questa importante battaglia egualitaria che potrebbe riguardare diverse centinaia di migliaia di ex lavoratori delle PP.AA, forze dell’ordine, delle FF.AA e loro coniugi superstiti.
Per rispondere alla sua domanda sulla “Quota 100”, che potrebbe permettere a diverse centinaia di migliaia di lavoratori di accedere alla pensione eludendo la Legge Fornero e il divieto di cumuli tra il reddito da lavoro e la pensione, potrebbero essere le grandi novità proposte da questa legislatura, che se da un lato faciliteranno il pensionamento di molti italiani dall’altro lato faciliteranno l’ingresso di molti giovani nel mondo del lavoro.
Perchè parliamo di “Quota 100”?
Il numero 100 corrisponde alla somma dell’età anagrafica (62) e gli anni di versamento contributivo (38). Con questa proposta di legge si va ad anticipare l’età pensionabile per i lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (AGO), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell’Inps ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria.
L’attuale Governo, con questa proposta di legge vuole ripristinare il vecchio sistema antecedente alla Riforma Fornero che a conti fatti ha dato un duro colpo non solo ai lavoratori in generale ma soprattutto a coloro che dovevano andare in pensione e che poi sono rimasti, molto spesso, senza lavoro e senza pensione (si pensi alle migliaia di esodati bancari, una categoria per tutte).
Nella nuova legge di stabilità infatti si potrebbe tornare a sommare età anagrafica ed età contributiva per raggiungere un valore pari a 100 ed uscire dal mondo del lavoro.
Questa somma può essere raggiunta con un’unica combinazione: 62 anni di età e 38 di contributi senza l’applicazione di una penalità sulla misura dell’assegno nè un tetto alla contribuzione figurativa valorizzabile ai fini del perfezionamento del requisito contributivo appena menzionato. Saranno 400mila lavoratori, in particolare uomini che lasceranno il posto di lavoro.
La rigidità del calcolo prospettato dall’attuale Governo potrebbe comportare che un lavoratore con 36 anni di contributi e 64 anni di età pur avendo matematicamente raggiunto la quota 100 dovrà attendere almeno altri due anni per poter guadagnare l’uscita.
Ovviamente ci auguriamo che i correttivi a questa proposta avvengano nel senso di eliminare questa rigidità di base e permettere davvero ai lavoratori in età pensionabile di uscire dal mondo del lavoro per fare largo ai giovani.”
Ringraziamo l’Avv. Michela Scafetta per la sua intervista e per gli importanti chiarimenti in materie che animano i discorsi di tantissimi pensionati e lavoratori italiani.
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