Telefonia mobile e situazioni ingannevoli. L’antitrust a difesa dei consumatori

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Le migliori offerte della telefonia mobile: una fitta giungla in cui il consumatore deve sapersi districare per non incappare nel rischio di vere situazioni poco chiare. La trappola più frequentemente tesa all’utente è quella con scadenza ravvicinata e destinata ad una cerchia ristretta di fortunati che sapranno approfittarne con tempestività. Si chiede di sottoscrivere l’abbonamento quanto prima e si convince il potenziale cliente di essere un prescelto. Questo il primo campanello di allarme cui prestare attenzione.

Situazioni che potrebbero essere spiacevoli

Le lamentele più frequenti degli utenti riguardano i costi aggiuntivi previsti per opzioni futili che sono spesso incluse nell’abbonamento e che si possono disattivare solo dietro pagamento. Si può arrivare a pagare 4 euro per la disattivazione tramite call center o in negozio di un servizio presente nel contratto. I messaggi in segreteria da 1 a 2 euro, ogni GB in più a 10 euro, sim a prezzi scandalosi e servizi non richiesti che dilapidano il credito. C’è un gestore che  fornisce un antivirus a 1,40 al mese sebbene esistano app gratuite. Altre aziende di telefonia mobile erodono il credito con ricevute di ritorno sms e con servizi che consentono la navigazione anche in assenza di credito. Innumerevoli le richieste di risarcimento e le proteste inviate ad Altroconsumo e ad Adiconsumda utenti che non riescono a spiegarsi la riduzione del credito.

L’Antritust multa TIM

Il 15 gennaio scorso l’Autorità Antitrust ha raccomandato ai consumatori di diffidare dei messaggi promozionali eccessivamente brevi. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato mette in guardia contro messaggi troppo sintetici e in apparenza vantaggiosi perché contengono termini e condizioni sfavorevoli. Ammonta a 4,8 milioni la multa comminata a TIM  per aver comunicato con  gli utenti con un messaggio di dubbia interpretazione. Per reggere la concorrenza di altri gestori, primo fra tutti Iliad, TIM  ha tentato infatti di ricondurre a sé gli ex clienti con un sms ritenuto fuorviante.

Paga chi ignora

Chi è più esposto a queste situazioni  messe a punto dai diversi gestori? Di sicuro chi ignora le strategie commerciali delle aziende di telefonia mobile e chi trascura di leggere le clausole del contratto sottoscritto. Si difendono invece i consumatori capaci di interpretare le condizioni dell’offerta e di effettuare disattivazioni online di servizi indesiderati.

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