Il banco di prova viene a galla sui nodi diversi dalle “emergenze”. Perché su quest’ultime, per ragionevole opportunità e per scongiurare un’emergenza nell’emergenza, la maggioranza più volte si è tirata un pizzicotto sulla pancia. Così è stato per i vari decreti per l’emergenza Covid come pure per la questione Ucraina. Intervallate dal monito del premier Mario Draghi ai suoi di sostenere il Governo di fronte alle criticità acute che sta attraversando il nostro Paese. Quindi «sì» a pioggia (o quasi), nonostante i commenti e qualche «no». Pochi dinieghi che finora comunque non hanno fatto la differenza sulle situazioni più importanti e di taratura internazionale.
Il Catasto
Venendo ai fatti interni e ai panni da lavare in famiglia, sul disegno di legge delega sulla riforma fiscale, la poltrona di Draghi ha rischiato di saltare in aria. Nel mirino l’articolo riguardante il catasto. Per fare memoria il centrodestra in settimana ha presentato un emendamento per sopprimere l’articolo 6 della riforma. Il documento non è passato per un solo voto: 23 su 22. A sostegno della norma invece si sono schierati PD, M5S, LeU e Italia Viva. Sul fronte opposto Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Coraggio Italia e molti del Gruppo Misto.
Cosa prevede la riforma
In sordoni lo scopo promosso dal Governo Draghi con il disegno di legge è quello di far venire fuori tutti gli immobili non registrati o registrati male. Un’operazione trasparenza ai danni degli immobili fantasma. Per il centro destra però questa iniziativa potrebbe portare poi ad un aumento delle imposte sugli immobili. Il disegno di legge è stato presentato lo scorso autunno. In particolare l’articolo 6 prevede modifiche «al sistema di rivelazione catastale». Il tutto per individuare il «corretto classamento» di:
- immobili attualmente non censiti;
- terreni edificabili accatastati come agricoli;
- immobili abusivi
Sulla riforma del catasto il Governo rischia d’indebolirsi, la maggioranza si divide e Draghi arranca
Inoltre, al comma 2, il «Governo è delegato a prevedere l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026». Questi i punti salienti dell’articolo 6. Intanto la Commissione Finanze dovrebbe riunirsi nuovamente domani e le ultime voci ufficiose riferiscono di un ennesimo tentativo da parte dei forzisti. Sembrerebbe infatti che il gruppo di destra vorrebbe presentare altre proposte. In particolare FDI vorrebbe presentare un altro emendamento per sopprimere il comma 2 dell’articolo 6.
L’importanza della stabilità
In un momento storico in cui le criticità sono davvero drammatiche, mettere a rischio la stabilità del Governo (lungi dalle opinioni personali) appare poco pertinente. Difatti sulla riforma del catasto il Governo rischia d’indebolirsi, la maggioranza si divide e Draghi arranca con santa e ineguagliabile pazienza.