Il coronavirus è riuscito in una impresa che per oltre un ventennio ha diviso le cancellerie di Europa. La Commissione Europea, guidata dal presidente Ursula Von der Layen, ha proposto ai paesi membri di fare scattare clausola di emergenza prevista dal Patto di Stabilità. Una decisione che impatterà in modo determinante sulle economie dei paese della UE e sui loro cittadini in particolare quelli dell’Italia. Vediamo cosa significa questa decisione e quali conseguenze pratiche avrà.
Stop al Patto. Giornata storica per l’Europa
Per la prima volta dall’entrata in vigore degli accordi di Maastricht seguiti alla introduzione dell’euro, si ferma il Patto di Stabilità. “Una cosa mai fatta prima”, è la stessa Ursula Von der Leyen a comunicarlo lo scorso venerdì. La presidente della commissione usa queste esatte parole: “Il patto di Stabilità è sospeso, ora il bilancio italiano può gestire la crisi. Fine degli egoismi”. Il riferimento all’Italia non è casuale, perché è stato tra i paesi più critici verso il meccanismi di stabilità. In particolare verso la famigerata clausola del rapporto del 3% tra deficit e Pil. Una regola che negli ultimi 10 anni ci ha imposto manovre finanziarie dure, in alcuni casi lacrime e sangue. Con la sospensione (la commissione Usa utilizza il termine più morbido: allentamento), i Governi potranno utilizzare tutto il denaro che vogliono per contrastare l’emergenza coronavirus. E soprattutto sostenere, successivamente alla emergenza, la ricostruzione economica.
La centralità del Patto di Stabilità per l’area Euro
Stop al Patto. Giornata storica per l’Europa. Un evento neanche immaginabile solamente un mese fa.
Il Patto di Stabilità regole le politiche di bilancio degli Stati membri dell’Unione Europea. Regole stabilite nel 1997 a Maastricht, in cui si definì anche il rapporto di cambio tra le varie monete e l’Euro nascente (per noi erano 1936,27 lire). I perni del trattato di Maastricht, sono chiari: ogni paese deve avere un rapporto deficit/Pil inferiore al 3% e un debito pubblico sotto il 60% della ricchezza nazionale. Quello nostro è oggi al 134% del Pil ed è questo che ci obbliga a non potere sforare il rapporto deficit/Pil. Ma soprattutto è quello che ci rende deboli agli occhi dei mercati internazionali e soggetto ideale di attacchi speculativi.
L’occasione per un Rinascimento economico italiano
Per l’Italia, la sospensione del Patto di Stabilità significa potere derogare al rapporto deficit/Pil e potere spendere ben oltre il 3%. Un grande aiuto per affrontare l’emergenza sanitaria. Ma soprattutto una occasione storica per una rinascita economica del nostro Paese. Un nuovo Rinascimento, o se volete un nuovo miracolo economico a 70 anni dal primo quello degli anni ’50. Un Rinascimento fatto di nuove energie, nuove risorse, nuove mentalità, nuovi strumenti. Un’opportunità di crescita, ma anche un rischio di declino definitivo. Se la creazione di un enorme debito sarà causato da sprechi e non di investimenti produttivi che producano crescita, ricchezza, benessere per tutti. L’Italia non ha più tempo per i furbetti del quartierino.