S&P 500 e quadro intermarket: quale rapporto?

Portofino

Oggi torniamo a studiare lo S&P 500. Abbiamo verificato, nel precedente articolo, la tesi sul rilievo del comparto immobiliare statunitense su economia ed indici di Borsa.

Oggi intendiamo proseguire gli approfondimenti su questo tema.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

Questa nostra disamina inizia da uno dei principali indici azionari statunitensi, lo S&P 500.

Vedremo anche l’influenza di un particolare setup del metodo Magic Box, ed i suoi effetti su diversi indici.

S&P 500 e quadro intermarket: quale rapporto?

Partiamo, come sempre, da un grafico illustrativo delle analisi:

Nel grafico qui sopra, abbiamo sovrapposto diversi elementi, e diverse tecniche di analisi.

I semicerchi verdi rappresentano cicli di lungo termine di Borsa, centrati sull’indice S&P 500, rappresentato in barre mensili rosse e verdi.

Tali cicli non sono corrispondenti ad una perfetta centratura di tutti i cicli di lungo termine susseguitisi nel tempo, ma sono centrati, in base ai principi della troncatura ciclica, sull’ultimo a destra (terzo ciclo rappresentato).

Ho saltato i passaggi intermedi di tale metodo, per semplificare un po’ le cose.

Le rette verticali nere rappresentano i quattro sottocicli di ciascun ciclo.

S&P 500 e MSCI World

Il grafico in rosso rappresenta l’MSCI World, indice composito delle borse mondiali.

In nero l’Housingsector, indice che racchiude diverse componenti del settore immobiliare USA.

La retta verticale rossa rappresenta un setup di prezzo e tempo, che il metodo Magic Box aveva proiettato in primis sullo S&P 500, ma presente, parimenti, anche sugli altri due indici, in base alle proiezioni effettuate anche su di questi.

Ciclicamente, MSCI world e S&P 500 paiono seguire cicli identici, o quanto meno simili.

Sono entrambi nel loro quarto sottociclo di lungo termine, che dovrebbe rappresentare una dinamica ribassista.

A partire dal setup in rosso, notiamo che sia l’Housingsector, che l’MSCI World hanno espresso massimi decrescenti, interrompendo la sequela di massimi crescenti che sino allora aveva caratterizzato le loro dinamiche.

Lo S&P 500 è invece riuscito a realizzare nuovi massimi, ma con scarsa distanza percentuale tra di loro, in tal modo esprimendo una secca perdita di momentum rialzista.

Sono tutti elementi su cui riflettere, ma probabilmente ancora più interessante è il rapporto reciproco tra S&P 500 e gli altri due indici.

I precedenti massimi di lungo termine dell’indice USA, risalenti al 2007, sono stati accompagnati da una evidente divergenza ribassista dell’Housingsector, e da un andamento invece analogo da parte dell’MSCI world.

Ora entrambi questi indici si trovano in divergenza ribassista rispetto allo S&P 500, a partire dal setup indicato dalla retta verticale rossa, e rispetto a massimi dell’indice USA in evidente perdita di momentum rialzista.

Esistono quindi quanto meno delle situazioni che potremmo definire di alert.

Non resta che dire, quindi, occhio ancora di più ai supporti, nel caso questi segnali potenzialmente anticipatori, fossero poi seguiti da indicazioni trend following di possibile inversione.