È tempo di grandi abbuffate e in tavola non possono mancare pietanze ricche e corpose. I pranzi e le cene delle feste sembrano i pasti della domenica in famiglia, solo che non abbiamo tregua e ogni giorno troviamo qualcosa di squisito da gustare.
Gli amanti e appassionati della cucina proporranno i piatti della tradizione, magari chiedendo aiuto alle nonne e alle zie. Ma anche chi tra i fornelli non è un cuoco provetto potrà sperimentare ricette classiche o più innovative. I buon gustai richiederanno di sicuro appetitosi brasati di carne o grigliate arricchite con precedenti marinature.
Potrebbe sembrare facile preparare questi piatti a base di carne, invece i piccoli dettagli potrebbero rovinare il risultato. Perché gli aromi, gli odori e gli ingredienti di qualità potranno fare la differenza a fine cottura. Per evitare brutte figure, con amici e parenti, allora sarebbe meglio sapere cosa è meglio adoperare.
Le preparazioni
La tecnica del “brasare” la carne ha origini antiche risalenti al Medioevo. Consiste nel cucinare un pezzo di carne legato con lo spago, solitamente grande e di manzo, in una pentola ermetica a fiamma bassa e per molto tempo.
Prima, però, bisogna far rosolare la carne con un soffritto e solo dopo dovremo aggiungere un liquido, che sia brodo o vino rosso e le spezie. Grazie a questo tipo di cottura il manzo risulterà tenerissimo e si scioglierà in bocca. Molti praticano anche una marinatura precedentemente, anche se non è necessario. Ma quest’ultima tecnica è molto utile, ad esempio, prima di grigliare la carne, o di effettuare altri tipi di cotture.
In questo modo molti tagli diventeranno morbidi e saporiti, favorendo la caramellizzazione degli zuccheri. Si può effettuare aggiungendo alla carne cruda yogurt o limone e olio ed anche il vino rosso, oltre che aglio e peperoncino. Che si tratti di brasato o marinatura, scartiamo i vini di bassa qualità e scegliamo alcuni tipi più consoni alla preparazione.
Sono questi i vini rossi adatti per cucinare brasati e marinare carni succulente per secondi straordinari
Per quanto riguarda la prima tecnica di cottura, la scelta del vino rosso potrebbe essere determinante, perché la carne assorbe tutto il suo sentore e gusto. Quello sicuramente più utilizzato è il barolo invecchiato 3 anni, perché corposo e profumato. Ma ugualmente aromatici e consistenti potrebbero essere il nebbiolo, primitivo, chianti, Montepulciano d’Abruzzo o barbaresco.
Ricordiamoci, però, di non coprire completamente la carne in cottura. Ma anche la marinatura prevede dei vini di qualità e ben strutturati, come merlot, cabernet, amarone, brunello di Montalcino e dolcetto. Aggiungiamo poi al vino eventuali erbe o spezie, per poi versare il tutto sulla carne cruda e mai fredda di frigorifero.
Quindi, scegliamo bene perché sono questi i vini rossi adatti per cucinare brasati e marinare carni succulente per secondi straordinari, da leccarsi i baffi.
Approfondimento
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