Divieti e restrizioni sono stati croce per gli italiani ma soldi in più che fanno lievitare le casse dello Stato. In questo periodo di lockdown sono state elevate contravvenzioni per 150milioni di euro. Parliamo di ben 436 mila verbali elevati ai trasgressori. I numeri sono stati diffusi dal Ministero dell’Interno. Sono stati controllati fino a pochi giorni fa circa 14 milioni di italiani. Nel periodo di emergenza sanitaria, non era difficile imbattersi in un posto di blocco. Un italiano su quattro è stato fermato dalle forze dell’ordine. Dei 436mila verbali, 321255 riguardano semplici cittadini che hanno trasgredito alle regole emanate sulla mobilità. La parte restante, 115mila sono contravvenzioni elevate per non aver rispettato provvedimenti amministrativi.
Le multe alle attività commerciali
A questa platea vanno aggiunti i controlli effettuati agli esercizi commerciali: 5milioni.
Circa 9mila attività sono state sanzionate per non aver rispettato la Legge. Altre 1500 attività addirittura sono state fatte chiudere dalle forze dell’ordine per non aver rispettato alla lettera le misure di contenimento.
Cosa cambierà da lunedì 18 maggio
Con l’arrivo della prossima settimana si ritorna ad una normalità ad ampio raggio. Tireranno su le saracinesche, per chi avrà la forza, tutte le attività rimaste chiuse nei primi quindici giorni della Fase 2. Parliamo di parrucchieri, estetisti, barbieri, negozi di abbigliamento. Ma queste attività commerciali dovranno osservare le linee guida dell’INAIL per non incorrere in sanzioni. Sulle misure da adottare la discussione è in corso. C’è chi ritiene che le misure siano troppo stringenti. Molte attività probabilmente continueranno a restare chiuse. Almeno evitano di pagare soldi in più che fanno lievitare le casse dello Stato grazie alle sanzioni.
Come si comporteranno gli italiani
Da un sondaggio effettuato da IZI in collaborazione con Comin & Partners emerge che metà degli italiani si sente pronto ad entrare nei negozi e meno di due su quattro in un centro commerciale. I cittadini italiani vivono ancora con il timore del coronavirus e questo non depone bene per gli affari.