Siamo pronti per il weekend e non c’è altro da fare che lasciarsi andare per scoprire un posto insospettabile da record

teatro della concordia marche

Siamo talmente ossessionati dalla ricerca dei record di grandezza da non accorgerci che talvolta la bellezza risiede nei dettagli. Per una volta allora proviamo a lasciar perdere cattedrali gigantesche, castelli possenti o grattacieli altissimi. Ci sarà sempre qualche libro o foto a celebrarne i primati. Ritorniamo invece alle dimensioni più umane di un piccolo paesino di provincia, in cui magari possiamo andare per una romantica fuga del weekend. Scopriremo allora che l’amore per l’arte e per la bellezza può prescindere dal posto in cui ci troviamo. Ed anzi, saremo felici che le famiglie che hanno costruito questo posto ci abbiano scritto che “la civiltà non si misura a metri quadri e cubatura”. Ci troviamo in Italia e il posto a cui facciamo riferimento è l’ideale per una pausa relax.

Siamo pronti per il weekend e non c’è altro da fare che lasciarsi andare per scoprire un posto insospettabile da record

Ci troviamo in Umbria, in un pittoresco paese sconosciuto ai più. Il suo nome è Monte Castello di Vibio ed è famoso per ospitare un palazzo veramente particolare. Sembra un esperimento o un modellino in scala, più che un luogo vero. Eppure è completo in tutti i suoi aspetti architettonici. Si tratta del Teatro della Concordia, anche conosciuto come il Teatro all’italiana più piccolo del Mondo. Entrando in questo luogo si possono ammirare tutti gli aspetti tipici di un teatro italiano in stile Settecentesco. Cioè i palchi in legno, la pianta a campana e graziosi dipinti che furono realizzati da un pittore, Luigi Agretti, anche lui in miniatura, perché quattordicenne. Il teatro prevede regolarmente una stagione di prosa, ed il numero totale di posti disponibili è di 99. Chissà se gli spettatori applaudono sé stessi per lo spettacolo umano che realizzano.

Qualche buona ragione per soffermarsi in paese

Monte Castello di Vibio infatti, oltre ad essere uno dei Borghi più Belli d’Italia, nel 1961 e 1962 fu oggetto di un singolare studio da parte dell’antropologa statunitense Sydel Silmerman. L’oggetto era la descrizione del sistema sociale di un borgo dell’Italia rurale al termine degli anni della mezzadria. Le pubblicazioni della Silmerman descrissero quei luoghi affacciati sulla Valle umbra come una sorta di Paradiso perduto in mezzo al brusco cambiamento del mondo moderno. Sicuramente per una americana deve essere stato un bello shock.

Peraltro la zona merita una visita non solo per il vicino Parco fluviale del Tevere, ma anche per una pausa enogastronomica. Come se non bastasse ci troveremmo poco lontani dalle terre del Sagrantino di Montefalco, il fortissimo rosso umbro molto amato da palati gourmet. Insomma, siamo pronti per il weekend e non c’è altro da fare che lasciarsi andare per scoprire un posto insospettabile da record. Sarebbe un giusto riconoscimento alla bellezza di ciò che è piccolo e a misura d’uomo.