Si perde il diritto all’eredità quando si rientra in questi casi

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Non è sempre applicabile la normativa che prevede l’assegnazione di una quota ai cosiddetti eredi legittimi. Esistono dei casi in cui viene meno il diritto all’eredità che vogliamo illustrare ai nostri Lettori. Grazie all’aiuto degli Esperti di ProiezionidiBorsa vi forniamo una guida completa al riguardo.

A quali parenti o persone care si assegna l’eredità?

Le questioni che si legano all’eredità e alla trasmissione del patrimonio del defunto sono spesso ricche di zone d’ombra ed ostacoli di vario genere. A tal proposito, nelle nostre pagine abbiamo spesso parlato di quota legittima che spetta ad alcuni familiari stretti come prevede la Legge. Questo accade indipendentemente dalle ultime volontà che il defunto esprime al momento della sottoscrizione del testamento come si può leggere qui. Malgrado ciò, è possibile individuare delle situazioni in cui si perde il diritto all’eredità quando si rientra in questi casi che ci apprestiamo a descrivervi.

I casi di perdita del diritto

Esistono diversi casi in cui uno o più eredi si espongono al rischio di perdita dell’eredità. Nella generalità dei casi tale condizione si verifica in circostanze in cui l’erede assume dei comportamenti che possiamo definire antigiuridici. Questo è quanto prevede il Codice Civile al riguardo individuando delle ipotesi tassative per le quali gli eredi perdono tale diritto. Nello specifico, la casistica che prende in considerazione la Legge prevede la perdita del diritto:

a) quando l’erede nasconde il testamento del defunto per trarre un indiretto vantaggio ad esempio;

b) se l’erede compie un atto di falsificazione dell’originale testamento per aspetti che possono riguardare la cifra, i nominativi o altro;

c) se si costringe, usando la violenza o la malafede, il testatore a redigere un differente testamento;

d) se si compiono dei reati gravi a danno del testatore o dei suoi familiari;

e) nel caso in cui si abbia ricevuto numerose donazioni quando il testatore era ancora in vita. In questo caso, gli altri eredi potrebbero denunciare una diminuzione della quota legittima e richiedere di eseguire un nuovo conteggio;

f) un ultimo caso si verifica quando si perde la potestà genitoriale. Questa situazione si ha quando muore un figlio ed al genitore era stata precedentemente revocata la potestà genitoriale.

Ecco che si perde il diritto all’eredità quando si rientra in questi casi che vi abbiamo appena illustrato nella guida. Pertanto, chi non intendesse correre rischi di estromissione dell’asse ereditario, dovrà rispettare i termini che prevede la normativa vigente.

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