Servono o non servono gli eurobond?

Varoufakis

Molti dicono che non siano previsti dai trattati  altri dicono che sono  ideali per risolvere la crisi attuale, ma servono o non servono gli eurobond?

Ad avvertire il paese Italia sul MES, ci pensa l’ex ministro greco “servono eurobond!” Solo con la condivisione del debito fra i paesi europei si potrà combattere la crisi del Covid-19. Non stupisce che a condividere questa soluzione, definendo il compromesso raggiunto all’Eurogruppo “irresponsabile”, sia oggi l’ex ministro delle finanze greco e fondatore del movimento Democrazia in Europa, l’economista Gianis Varoufakis. Anni fa ( cinque precisamente )  attaccò l’Eurogruppo  sul fatto di essere “ostile e irresponsabile” verso la Grecia, che ricordiamo, le fu  imposta la “ricetta Troika”.

Secondo l’ex ministro, proprio alcuni dei paesi più colpiti dal virus Covid-19, come esempio l’Italia, sono quelli che meno di tutti riusciranno a sostenere il debito. La situazione si acuirà in un secondo momento quando la “rata” verrà  a presentarsi sui conti pubblici già provati come quelli italiani .

Servono o non servono gli eurobond?

L’unica via d’uscita è che il nuovo debito non cada sulle spalle deboli dei paesi più indebitati ma sia condiviso in tutta la zona euro. Tuttavia dobbiamo sottolineare che questa condivisione del debito non è ammessa dai trattati che hanno creato la zona euro.   Difatti proprio i paesi del Nord Europa, definiti i più virtuosi in tema di debito pubblico, hanno posto barricate alte e scrupolose agli eurobond.

Quale soluzione?

Non potendo effettuare la divisione del debito, i paesi dell’Euro hanno dovuto simulare i programmi di stimolo come ad esempio nel Regno Unito , come gli USA  e in parte come i giapponesi.

Vediamo il nocciolo della questione :

circa l’8% del reddito totale della zona euro in

1-nuove spese pubbliche,

2- spese per evitare una spesa pubblica aggiuntiva di 2 milioni di euro avrebbe schiacciato paesi come Italia, Spagna e Grecia ossia i famosi paesi del sud europa.