Secondo gli analisti i mercati azionari sono in una fase di bolla oppure no? 

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I record, perennemente aggiornati, visti sui listini mondiali, hanno fatto tornare la paura di una possibile fase di bolla. Escludendo il caso di Wall Street si può guardare anche alla più piccola Piazza Affari che registra massimi che non vedeva dal 2008. Intanto i mercati asiatici sarebbero in fase di rimbalzo dopo le tensioni registrate a causa dell’inasprimento delle misure di controllo imposte dalla Cina al settore dei titoli tecnologici. 

La paura, invece, è stata fomentata anche dalle dichiarazioni di Rich Bernstein, convinto, appunto, che il mercato si trovi in una fase di bolla. Stando alle sue previsioni non ci sarebbe asset in grado di salvarsi da una catastrofe. Alla base di questo allarme ci sarebbe la politica estremamente accomodante, ma anche particolarmente distorsiva, della FED che avrebbe alterato gli equilibri del mercato. In particolare sulla parte a lungo termine della curva dei tassi. Ma al di là delle singole interpretazioni, secondo gli analisti i mercati azionari sono in una fase di bolla oppure no? In realtà più che una bolla, in molti sui mercati temono la prossima volatilità. Come già accennato in articoli precedenti, le notizie positive sulle Borse sono state già scontate e, quindi, sembra che il meglio sia alle spalle. Parallelamente le banche centrali continueranno a supportare l’economia ma è altrettanto indubbio che oltre il 2021 potrebbero esserci annunci su possibili cambi di rotta.

Secondo gli analisti i mercati azionari sono in una fase di bolla oppure no?

Il vero catalizzatore, almeno per le prossime settimane estive, sembrano essere gli USA. In particolare grazie a diversi elementi. Il primo è il piano di infrastrutturale che, a Washington,  è arrivato al voto del Senato. Si parla di una serie di investimenti che potrebbero toccare i mille miliardi di dollari. Un’iniezione di ottimismo anche per i mercati. Infatti si tratterà di coinvolgere sia le aziende dei trasporti ma anche quelle delle telecomunicazioni. Infatti il progetto punta a rendere gli USA più competitivi e soprattutto più sicuri grazie al potenziamento della Rete.

Il secondo elemento da prendere in considerazione  è il prossimo meeting di Jackson Hole previsto dal 26 al 28 agosto. Inutile dire che, in quest’occasione, gli osservatori saranno alla caccia di ogni possibile informazione ed anticipazioni per quanto riguarda le decisioni delle Banche centrali. Restando sempre negli USA non bisogna dimenticare i dati macro. Se finora a dare impulsi positivi sono stati i numeri in arrivo dal mercato del lavoro, adesso potrebbe essere un possibile rallentamento dell’inflazione a calmare gli animi.

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