Se volete fare gli YouTuber, occhio alle tasse

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Scoprite come deve pagare le tasse chi guadagna grazie alla pubblicità su YouTube. Dunque, se volete fare gli YouTuber, occhio alle tasse. Oggi esiste un mestiere nuovo. Che quello dello YouTuber. Cioè il soggetto che, facendo tanti video, guadagna grazie alla pubblicità. Ci sono tanti giovani nuovi imprenditori che stanno guadagnando molti soldi grazie ai video sempre più visualizzati dei loro canali. E allora lo YouTuber come si deve comportare con il fisco?

L’attività di YouTuber è un’attività commerciale imprenditoriale a tutti gli effetti. È richiesta l’apertura della partita IVA ed è richiesta l’iscrizione in Camera di Commercio. Questo perché si tratta di una vera e propria attività di impresa. Difficile trovare il codice attività adeguato. Perché il codice attività “YouTuber” ancora non è stato inventato. E perché il nostro fisco impiega sempre un po’ di tempo per adeguarsi ai nuovi lavori, alle nuove tecnologie. Quindi bisogna arrangiarsi con quello che c’è. Servizi nel settore dell’informatica, o nell’attività di pubblicità e marketing. Qualcosa si trova. Ma ci si deve iscrivere.

Se siamo sotto 30.000 euro di fatturato, o probabilmente 65.000 se il tetto verrà alzato come promesso, possiamo stare nel regime forfettario. E se non abbiamo costi è una gran cosa. Perché per cinque anni paghiamo solo il 5%. E poi ci scriviamo all’INPS commercianti. A meno che… a meno che non siamo per caso anche dipendenti a tempo pieno di qualche azienda.

Se volete fare gli YouTuber, occhio alle tasse

Magari YouTube è un hobby, ma esiste un altro lavoro. E allora in quel caso siamo in una posizione ottimale. Perché paghiamo solo il 5% di imposte e non paghiamo contributi. Questo perché se abbiamo una posizione INPS dipendente non bisogna iscriversi all’INPS commercianti.

L’ultima questione riguarda quanto devo guadagnare per dovere aprire la partita IVA. La prestazione occasionale si può fare fino a 5.000 euro. Però è anche vero che si dovrebbe lavorare solo un certo numero di giorni. Mentre il canale YouTube è aperto 24 ore al giorno sette giorni alla settimana, dodici mesi all’anno. E allora questa cosa è dubbia. Noi comunque terremmo questo come tetto. Fino a 5.000 euro dichiareremmo prestazioni occasionali. Solo dopo apriremmo la partita IVA

Ma se vi trovate nella situazione che si diceva prima, cioè siete già impiegati da qualche altra parte, è meglio aprire prima possibile la partita IVA. Perché? Perché non ci si paga contributi, e si paga solo i primi cinque anni il 5% di tasse.

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