Se fischiamo in teatro rischieremo di dare segnali sbagliati alle maestranze e agli attori

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Il teatro è il luogo degli spettacoli dal vivo per eccellenza. Ognuno di noi, almeno una volta, ha partecipato ad una piece teatrale. La sua origine antica, ci mostra da sempre le nostre grandi passioni e contraddizioni. Sui palchi del Mondo, vediamo alternarsi drammi, commedie, grandi e piccole storie. Tra costumi spesso sfarzosi e imponenti scenografie, in questo luogo siamo capaci di perderci nella più totale magia. Dall’antica Grecia sino ai giorni nostri, viviamo il teatro in tutta la sua affascinante complessità. Ci piace farci trasportare dagli attori e dalle immagini che creano sul palco. Con l’avvento delle nuove tecnologie, anche il Teatro e le maestranze che ci lavorano, si sono adattati ai tempi moderni. Nonostante questo, rimangono intatte tradizioni, superstizioni, leggende e miti.

Ecco perché dobbiamo fare attenzione ad alcuni segnali

I teatri del Mondo sono luoghi pieni di fascino, a volte li attraversiamo con semplice ironia, tante altre ci facciamo trasportare totalmente. Dobbiamo, però, fare particolare attenzione ad alcune norme di comportamento. Per esempio, non dovremo mai indossare un abito o un accessorio di colore viola, gli attori e i registi potrebbero storcere il naso. Per quanto riguarda le maestranze? Non solo attori e registi sono superstizioni e sensibili rispetto alle tradizioni ma anche i tecnici hanno norme di comportamento particolari.

Se fischiamo in teatro rischieremo di dare segnali sbagliati alle maestranze e agli attori

Nella tradizione del teatro, ne incontriamo una particolarmente affascinante che deriva dal teatro anglosassone e francese del ‘700. I tecnici di scena erano infatti, perlopiù provenienti dal mare, la maggior parte, lavoravano infatti come marinai. Sappiamo per certo che in tempi meno recenti, i marinai comunicavano tramite brevi o lunghi fischi con tonalità differenti. Ad ogni tipo di fischio corrispondeva un ordine differente e di conseguenza un’azione da mettere in campo. Questo particolare modo di comunicare è stato trasportato nei nostri teatri grazie alle maestranze. I tecnici, infatti, comunicavano tra di loro, durante gli spettacoli tramite questo linguaggio. Ad ogni tipo di fischio, breve o lungo, alto o basso, corrispondeva un particolare comando.

I cambi di scena erano infatti “chiamati” tramite questa efficace forma di comunicazione, così come nelle navi il capitano chiedeva ai marinai di ammainare o issare le vele. Se ci troveremo tra i corridoi del teatro o nella sala, dovremo evitare assolutamente di fischiettare, perché i tecnici potrebbero interpretare male il segnale con conseguenti rischi. Ovviamente, se dovessimo fischiare alla fine di uno spettacolo, vorrebbe dire che attori, registi e maestranze non sono stati apprezzati. Ecco perché se fischiamo in teatro rischieremo di dare segnali sbagliati alle maestranze e agli attori.

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