Scopriamo cosa potrebbe accadere oggi alla Borsa di Milano e come la guerra impatta sull’andamento dei nostri titoli di Stato

Borsa Italiana

La pesantissima giornata di ieri, ha portato i prezzi della Borsa di Milano ai livelli di luglio dello scorso anno. Ieri il rimbalzo delle Borse, sulla speranza che vi potesse essere un accordo tra Russia e Ucraina è durato lo spazio di un mattino. Dopo un avvio promettente in rimbalzo, i prezzi dei listini europei hanno preso la via del ribasso per chiudere la seduta con un rosso attorno al 4%.

La Borsa di Milano ha avuto lo stesso andamento e alla fine della seduta il Ftse Mib ha chiuso in calo del 4,1% a 24.363 punti. Tra le blue chip solamente 3 titoli hanno chiuso in rialzo. Eni, ha guadagnato il 3%, Terna è salita dell’1,8% e Leonardo ha guadagnato l’1,4%.

Il rialzo di ENI e Terna è legato anche al balzo del prezzo del petrolio e del gas naturale. L’intensificarsi dell’offensiva russa ha mandato alle stelle i prezzi delle due materie prime. Ieri al momento della chiusura delle Borse europee il prezzo del petrolio aveva sfondando i 100 dollari al barile, salendo del 6%. Il prezzo del gas è salito di quasi il 4%.

Leonardo continua a salire dopo i forti rialzi delle ultime sedute. In particolare la decisione di riarmo della Germania ha dato una scossa i prezzi. La guerra fa bene ai prezzi di questo titolo ma anche ai nostri titoli di Stato. Può sembrare paradossale ma in un momento difficile per i mercati finanziari, volano i prezzi dei nostri BTP. Lo spread, il differenziale di rendimento tra i BTP decennali e i Bund tedeschi, è calato del 7% nella sola giornata di ieri. Il differenziale è sceso sotto i 150 punti ai livelli di un mese fa.

Scopriamo cosa potrebbe accadere oggi alla Borsa di Milano e come la guerra impatta sull’andamento dei nostri titoli di Stato

Probabilmente gli operatori internazionali hanno acquistato a mani basse i nostri titoli di Stato grazie alle notizie sul PIL del 2021.

Ieri l’ISTAT ha ufficializzato la crescita dell’economia italiana dello scorso anno. Il PIL del 2021 dell’Italia è aumentato del 6,6% e il rapporto debito/PIL è sceso al 150,4%.

Così nella giornata di ieri in Borsa sono volati i prezzi dei titoli di Stato, mentre crollavano quelli delle azioni. Il titolo decennale con scadenza a marzo del 2032 è salito del 3%. Il titolo trentennale, con scadenza nel settembre del 2052 ieri è salito del 6%. Nelle ultime 2 settimane il prezzo è passato da 90 a 100 centesimi, sui massimi dell’anno. Se le tensioni proseguissero la corsa dei BTP potrebbe continuare.

Scopriamo cosa potrebbe accadere oggi al nostro listini alla luce degli ultimi fatti. Il nervosismo delle ultime sedute ieri si è trasformato in pessimismo. Solo delle buone notizie sul fronte dei colloqui tra Ucraina e Russia, potrebbero riportare gli acquisti in Borsa. A Piazza Affari il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB)   ha chiuso sui minimi da luglio del 2021 a 24.363 punti. Il prossimo supporto è a 23.800 punti. Se oggi la discesa dovesse continuare i prezzi scenderebbero fino a quel livello. Al rialzo solo un ritorno sopra i 25.000 punti potrebbe portare dell’ottimismo. Se i prezzi dovessero salire sopra 25.000 punti potrebbero arrivare in area 25.200/25.300 punti.

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